Verdiana Bonaccorti a Verissimo: il racconto degli ultimi 22 giorni accanto alla madre Enrica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«Sono sospesa, ma sono piena di lei», confessa Verdiana Bonaccorti, ospite domenica 5 aprile a “Verissimo”, nel tentativo – a quasi un mese dalla scomparsa della madre – di delineare i contorni di un’esistenza che, dopo la perdita della conduttrice Enrica Bonaccorti, appare inevitabilmente diversa. La figlia, che ha scelto di condividere con il pubblico del talk show di Canale 5 gli ultimi, intensissimi momenti vissuti accanto alla madre, ha ripercorso con lucidità la lunga degenza iniziata lo scorso 18 febbraio, quando un’improvvisa emorragia ha precipitato la situazione clinica della 76enne, costringendola a un intervento chirurgico d’urgenza nel corso di quella che Verdiana non esita a definire «una notte infernale».
L’emorragia e il ricovero, quando tutto è precipitato
A distanza di settimane dalla morte della madre, avvenuta il 12 marzo dopo una battaglia pubblicamente annunciata contro il tumore al pancreas già nel settembre del 2025, Verdiana Pettinari (questo il cognome completo della giornalista) ha voluto restituire con dovizia di particolari l’atmosfera di quei ventidue giorni trascorsi in clinica al fianco di Enrica. «Il 18 febbraio ha avuto un malore, un’emorragia, ed è stata operata», spiega la figlia, ricordando il terrore di quelle ore in cui i medici le avevano anticipato la gravità della situazione, tanto che – ammette – non era affatto scontato che la madre riuscisse a superare l’intervento stesso. Nonostante l’operazione fosse riuscita, con un breve passaggio in terapia intensiva che aveva illuso tutti circa una possibile ripresa, il decorso successivo si è rivelato inesorabile: Enrica si è spenta «piano piano», come sottolinea Verdiana, dopo aver trascorso con lei giorni che la figlia stessa non esita a definire «surreali» e persino «meravigliosi».
Ventidue giorni in simbiosi, tra dialogo e progetti
L’elemento forse più toccante emerso dall’intervista a Silvia Toffanin riguarda la qualità del tempo trascorso in quella stanza d’ospedale, una dimensione che Verdiana descrive come parallela rispetto alla realtà esterna. Trasferitasi stabilmente in clinica per più di tre settimane, la figlia ha raccontato di aver vissuto una sorta di inversione dei ruoli, seppur dettata dalla necessità e dall’amore: accanto a Enrica, nonostante la debolezza, c’era ancora spazio per il lavoro (le due stavano scrivendo un libro, con la madre che dettava e Verdiana che scriveva) e per gesti di straordinaria normalità, come le telefonate che la conduttrice ha voluto fare a vecchi amici una volta ripresa conoscenza, quasi a voler celebrare la vita in quella che lei stessa percepiva come una fase di commiato.
«Le ho sussurrato che poteva lasciarmi»
Il momento più intenso e privato del racconto, tuttavia, riguarda le ultime ore della vita di Enrica Bonaccorti. Qui Verdiana introduce la figura di un’operatrice, una professionista abituata a seguire i malati terminali, la quale ha fornito alla figlia un consiglio determinante: «Se tu non la lasci andare, lei non se ne va». Interiorizzato questo messaggio, Verdiana ha preso la decisione più dolorosa, quella di salire accanto alla madre nel letto e sussurrarle all’orecchio che poteva lasciarla. «Mamma se n’è andata alle 7:30 di mattina», ricorda la figlia, descrivendo quell’istante come un passaggio «magico» e «spirituale»: dopo aver ascoltato il permesso della figlia, il respiro della donna si è calmato e, circa un’ora dopo, «in maniera dolce è volata via».




