Conte, mentalità da guerriero: vuol trasformare il Maradona in una fortezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le vittorie e gli scudetti, secondo il tecnico leccese, si costruiscono con la mentalità e il primo mattone è avere una mentalità vincente nelle partite in casa. Un concetto che Antonio Conte, il quale ha fatto della determinazione il suo marchio di fabbrica, ribadisce con forza alla vigilia del match contro il Verona, fissato per le 18.30 allo stadio Diego Armando Maradona. Lo stesso avvenne, del resto, pure ai tempi della sua esperienza sulla panchina della Juventus, quando l'idea di un campo interno come roccaforte inespugnabile divenne un pilastro imprescindibile. I giocatori sanno bene, infatti, che il loro stadio rappresenta un territorio esclusivo da difendere a qualsiasi costo, un principio cardine che il mister intende radicare nel dna della squadra partenopea.

L'undici in campo e i nodi del calciomercato

Mentre la squadra si divide tra gli impegni sul rettangolo verde e le voci di mercato, Conte sembra aver già delineato la formazione per affrontare gli scaligeri. Tra i pali dovrebbe esserci Milinkovic-Savic, con una difesa che vedrebbe Di Lorenzo, Rrhamani e Buongiorno, quest'ultimo rilanciato dopo una serie di prestazioni convincenti. Sulla fascia sinistra, l'occasione appare propizia per Gutiérrez, favorito su Spinazzola, mentre in attacco Lang è chiamato a prendere il posto dell'infortunato Neres, supportando il centravanti Hojlund insieme a Politano, Elmas, Lobotka e McTominay. Sul versante mercato, invece, l'interesse del Benfica di Mourinho per Lorenzo Lucca complica i piani del club, con i portoghesi che spingono per un prestito secco mentre il Napoli, attento al bilancio, vorrebbe evitare potenziali minusvalenze.

Il contesto della partita e il confronto storico

Il Napoli si presenta all'appuntamento dopo aver incassato la quarta vittoria nelle ultime cinque gare, un risultato che permette di mantenere una pressione costante sulle due milanesi e di rimanere agganciato alla viva lotta per lo scudetto. Situazione completamente diversa, però, per il Verona, reduce da una pesante sconfitta per 3-0 contro il Torino che lo fa stazionare nelle zone basse della classifica. Il confronto storico, d'altronde, offre un bilancio piuttosto rassicurante per gli azzurri: nelle 92 gare giocate contro i veronesi in quattro competizioni diverse, si contano 47 successi napoletani, 26 pareggi e soltanto 19 affermazioni della squadra veneta, la cui ultima vittoria in trasferta a Napoli risale addirittura al 2 gennaio del 1983.

Le scelte tattiche delle due squadre

Dall'altra parte, il tecnico del Verona, Zanetti, sembra orientato a qualche modifica nel suo undici titolare, valutando l'ipotesi di schierare Gagliardini al posto di Al Musrati a centrocampo. Nella linea difensiva, inoltre, Bradaric dovrebbe sostituire Frese nel ruolo di esterno sinistro, in un tentativo di arginare le incursioni delle vivaci fasce napoletane. L'obiettivo di Conte, che punta su Lang per dare dinamismo all'attacco, rimane dunque quello di forgiare una squadra che viva il Maradona come un vero e proprio fortino, un luogo in cui la mentalità da guerriero si traduca in punti sicuri e prestazioni dominanti.

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