L'incubo di Ternopil, un raid notturno sotto una pioggia di fuoco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'oscurità, che ancora avvolgeva le regioni occidentali dell'Ucraina, è stata lacerata dall'arrivo di una tempesta di metallo e esplosivo tra il 18 e il 19 novembre, quando le forze russe hanno scatenato un'offensiva aerea di rara intensità su Ternopil, Leopoli e Ivano-Frankivsk, aree pericolosamente prossime al confine polacco. Quasi cinquecento droni, ai quali si sono aggiunti quarantotto missili di vario tipo, hanno solcato i cieli per abbattersi, con un fragore assordante, sui centri abitati, colpendo chi, in quel momento, si trovava ancora nel sonno. A Ternopil, in particolare, la furia degli attacchi si è concentrata su due palazzi residenziali, uno da centoquattro appartamenti e l'altro da cinquantuno, ridotti in macerie mentre i soccorritori, giunti sul posto tra le fiamme e la polvere, tentavano di estrarre i superstiti dalle lamiere contorte.

Un bilancio che cresce tra le macerie

Il ministero degli Interni di Kiev, aggiornando via social un conteggio destinato a rappresentare uno degli episodi più sanguinosi nell'Ucraina occidentale dall'avvio dell'invasione, ha comunicato che il numero delle vittime è salito ad almeno venticinque, fra le quali tre bambini, mentre settantatré persone, di cui quindici minori, hanno riportato ferite di varia entità. Le esplosioni iniziali, che a Ternopil hanno echeggiato intorno alle sei e trenta del mattino ora locale, hanno preceduto un lungo e straziante lavoro di ricerca, che ha portato alla luce un quadro di devastazione assoluta, dove il sibilo dei missili è stato seguito soltanto dal boato distruttivo e poi dal silenzio, rotto unicamente dalle sirene dei soccorsi.

La risposta di Kiev e gli sviluppi giudiziari

Mentre le autorità locali, come il vescovo di Ternopil, invocavano preghiere per le vittime e per l'intera popolazione stremata, l'esercito ucraino ha replicato colpendo strutture militari russe con missili Atacms, facendo sapere che "gli attacchi con armi a lungo raggio continueranno" come parte di una strategia di risposta mirata. Parallelamente, dalla Procura generale della Lituania è giunto un nuovo ordine di arresto per un uomo, la cui cittadinanza non è stata divulgata, accusato di coinvolgimento nell'organizzazione e nell'esecuzione di una serie di attacchi con ordigni incendiari, spediti la scorsa primavera in vari Paesi europei attraverso corrieri espressi. L'individuo, che attualmente si troverebbe in un carcere estone, è in attesa di essere estradato in Lituania per rispondere delle accuse che gli vengono contestate.

La guerra ai confini dell'Europa

L'evento, che ha proiettato la sua ombra sinistra fino ai territori della Nato, ha provocato l'immediato decollo di jet dell'Alleanza, in volo per sorvegliare uno spazio aereo che, sebbene non violato direttamente, sente il peso minaccioso di un conflitto che non conosce tregua. La vicinanza geografica dell'attacco a un paese membro dell'Alleanza Atlantica aggiunge, infatti, un ulteriore e preoccupante strato di complessità a una guerra che continua a mietere vittime innocenti lontano dai fronti più caldi, dimostrando una capacità offensiva che non risparmia neppure le ore notturne, tradizionalmente dedicate al riposo.

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