Audi A2 e-tron, l’elettrica con 646 km di autonomia e un’aerodinamica da record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una lunghezza di 4,32 metri, quattro livelli di potenza e un’autonomia massima dichiarata di 646 km secondo il ciclo WLTP: questi alcuni dei numeri con cui si presenta la nuova Audi A2 e-tron, che il marchio dei quattro anelli ha ufficialmente svelato a distanza di oltre venticinque anni dalla comparsa sul mercato della sua antenata.

Un ritorno, quello della A2, che non si limita a un’operazione nostalgia: la vettura, che sarà prodotta nello stabilimento di Ingolstadt, fonde la filosofia dell’originale monovolume – tanto spazio in dimensioni compatte – con l’architettura della piattaforma MEB, la stessa che già equipaggia modelli quali la Volkswagen ID.3 e la Cupra Born.

L’eredità di un’icona e il contesto produttivo

Per comprendere appieno il significato di questo lancio, occorre fare un passo indietro al 1999, anno in cui l’Audi presentò una vettura destinata a diventare, col tempo, un piccolo culto. Quella prima generazione, lunga circa 3,83 metri, si distingueva per l’impiego dell’Audi Space Frame, una struttura portante in alluminio che consentiva di contenere il peso tra gli 895 e i 1.050 kg, e per un coefficiente di resistenza aerodinamica già allora notevole, pari a 0,28.

Nonostante l’innovatività delle soluzioni tecniche e la ricerca dell’efficienza, spinta fino alla versione 1.2 TDI che consumava idealmente 3 litri di gasolio ogni 100 km, la A2 non incontrò il favore del grande pubblico: il prezzo elevato e il design anticonformista ne decretarono una produzione relativamente limitata, conclusasi nel 2005 dopo 176.377 esemplari.

Oggi, quel nome torna sulle strade in una veste completamente elettrica, riprendendo l’idea che aveva reso celebre il modello del secolo scorso: ottenere il massimo dell’abitabilità riducendo al minimo gli ingombri e i consumi.

Aerodinamica da record e tecnologia al servizio dell’efficienza

La nuova A2 e-tron vanta un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,24, un valore che la casa di Ingolstadt definisce come il migliore nel suo segmento. Un risultato che non è frutto del caso, ma di un meticoloso lavoro di affinamento su ogni singolo dettaglio della carrozzeria: il parabrezza fortemente inclinato, il profilo del tetto che scivola verso lo spoiler posteriore, le maniglie a scomparsa e un sottoscocca quasi interamente carenato contribuiscono a ridurre la resistenza dell’aria.

All’anteriore, la presa d’aria di raffreddamento si apre solo quando le condizioni termiche lo richiedono, mentre i cosiddetti air curtain – condotti verticali – incanalano il flusso d’aria lungo i fianchi, riducendo le turbolenze create dal movimento delle ruote anteriori. A questo si aggiungono i cerchi dal disegno aerodinamico, che presentano una superficie chiusa per limitare le dispersioni, e soluzioni come il sistema Fidlock, un attacco magnetico per fissare gli oggetti nel bagagliaio.

Motori, batterie e prezzi per il mercato italiano

La gamma propulsiva si articola su quattro livelli di potenza, espressi in cavalli: 170, 190, 231 e 326 CV; quest’ultima versione, la più prestazionale, eroga una coppia di 545 Nm e scatta da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, mentre le altre si fermano a 350 Nm. A queste prestazioni si abbinano tre diverse capacità di batteria: le versioni da 170 e 190 CV montano accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato) da 52 e 61 kWh, mentre i modelli più potenti utilizzano una batteria NMC (nichel-manganese-cobalto) da 84 kWh.

Con l’accumulatore di maggiore capacità e il motore da 170 kW si raggiunge l’autonomia massima di 646 km, mentre la variante intermedia da 140 kW, dotata di un pacchetto dedicato all’efficienza, scende a un consumo di 12,8 kWh per 100 km, il più basso mai registrato per un’Audi. Le consegne presso le concessionarie italiane sono fissate per gennaio 2027, con un prezzo d’attacco fissato a 38.350 euro.

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