Codice della strada, la riforma parte dalla consultazione: patente a 17 anni e stretta sulle multe
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Redazione Interno
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto ufficialmente il confronto sulla revisione del Codice della Strada, un percorso che promette di stravolgere le abitudini degli automobilisti italiani e non solo.
La consultazione pubblica, avviata il 21 luglio scorso e che resterà aperta fino al 13 settembre, coinvolge associazioni di categoria, operatori del settore e rappresentanti della mobilità chiamati a presentare osservazioni e proposte puntuali per un aggiornamento normativo che il ministro Matteo Salvini ha definito strategico per la sicurezza stradale.
L'obiettivo dichiarato dal dicastero è ambizioso: arrivare a una nuova legge delega da presentare in Parlamento già in autunno, per un Codice più chiaro, moderno e digitalizzato, capace di recepire le trasformazioni della mobilità e di rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione.
Patente B e C a 17 anni, il nodo della guida accompagnata
Tra i punti più discussi del pacchetto di riforma spicca la possibilità di conseguire le patenti B e C già a diciassette anni, un'ipotesi che ha suscitato un acceso dibattito e che, va precisato, non è ancora una norma definitiva. L'abbassamento dell'età per la patente B, quella per le automobili, è una diretta conseguenza della quarta direttiva europea sulle patenti di guida, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 5 novembre 2025 e che l'Italia dovrà recepire entro il 26 novembre 2028.
Il modello proposto, tuttavia, non prevede una patente piena a diciassette anni: fino al raggiungimento della maggiore età, i giovani guidatori potranno mettersi al volante esclusivamente se affiancati da un accompagnatore esperto, un conducente che dovrà avere almeno ventiquattro anni, essere in possesso della patente B da oltre cinque anni e non aver riportato interdizioni alla guida nel quinquennio precedente.
L'accompagnatore, inoltre, sarà soggetto agli stessi rigorosi divieti in materia di alcol e sostanze stupefacenti che valgono per il guidatore, a testimonianza di una responsabilità condivisa e di una attenzione massima alla sicurezza stradale.
Diverso, invece, il discorso per la patente C, destinata alla guida di veicoli per il trasporto di cose. La sua eventuale estensione ai diciassettenni non è prevista dalla normativa europea, ma rappresenta una proposta italiana, al momento in fase di consultazione, che andrebbe oltre i dettami di Bruxelles. L'intenzione, in questo caso, sarebbe quella di anticipare di un anno l'accesso alla professione di autotrasportatore, anche per sopperire alla carenza di conducenti professionali che da tempo affligge il settore.
Il Governo avrebbe indicato il 2027 come obiettivo per l'entrata in vigore di queste misure, ma il confronto è ancora aperto e dovranno essere definiti nel dettaglio i percorsi formativi, le eventuali limitazioni e le condizioni specifiche per i conducenti più giovani.
La rivoluzione delle sanzioni: un'unica tabella e niente più adeguamento automatico
Il fronte delle sanzioni è un altro pilastro della riforma, con un intervento che mira a semplificare drasticamente l'attuale sistema, giudicato farraginoso e di difficile lettura. Le attuali ottantadue fasce sanzionatorie principali verranno accorpate e ridotte a circa ventuno, con sanzioni principali, pene accessorie e decurtazione dei punti della patente che confluiranno in un'unica tabella di facile consultazione.
La filosofia di fondo è quella di riparametrare l'entità delle multe in base alla gravità dell'infrazione e al suo reale impatto statistico sull'incidentalità, rendendo le sanzioni non più fisse ma dinamiche, in modo da colpire più duramente chi commette violazioni alla guida di mezzi pesanti o chi si trova ancora nel periodo di prova come neopatentato.
Un cambiamento epocale riguarda anche la periodicità degli aumenti: salta l'adeguamento automatico biennale legato all'inflazione, sostituito da un aggiornamento facoltativo che potrà essere attivato solo in presenza di specifiche condizioni.
La digitalizzazione sarà un'altra parola d'ordine anche in questo ambito: patente e carta di circolazione non dovranno più essere portate fisicamente con sé, perché tutte le informazioni saranno consultabili nelle banche dati digitali, mentre la decurtazione dei punti verrà annotata direttamente in questi archivi, riducendo gli adempimenti burocratici per gli automobilisti.
Anche i verbali di contestazione potranno essere redatti in formato digitale e resi immediatamente disponibili sulle piattaforme dedicate, mentre le notifiche delle violazioni passeranno in via prioritaria attraverso la piattaforma Send, indirizzate al domicilio digitale dell'utente.
Sicurezza per gli utenti vulnerabili e il nodo monopattini
La riforma del Codice della Strada non trascura la sicurezza degli utenti vulnerabili, cioè pedoni, ciclisti, motociclisti e conducenti di monopattini elettrici, che rappresentano le categorie più esposte alle conseguenze degli incidenti stradali. Il confronto aperto dal MIT riguarda in particolare la progettazione delle infrastrutture, la segnaletica, i limiti di velocità e le regole di comportamento, con l'obiettivo di migliorare la convivenza tra i diversi mezzi di trasporto e ridurre i rischi per i più fragili.
Nel corso dell'incontro al Ministero è stato fatto il punto anche sulla situazione dei monopattini elettrici, per i quali, alla fine di giugno, erano stati rilasciati circa 160.000 contrassegni identificativi, mentre altri 20.000 risultavano in consegna. Il sistema di identificazione, uno degli aspetti più significativi delle recenti modifiche alla disciplina della mobilità urbana, richiederà però una valutazione approfondita sull'efficacia dei controlli e sulle difficoltà applicative incontrate da utenti, Comuni e forze dell'ordine.
Il percorso verso il nuovo Codice della Strada è ancora lungo e la consultazione pubblica rappresenta solo il primo, seppur fondamentale, passo di un iter che dovrà portare alla definizione di un testo normativo organico e condiviso. La complessità delle materie trattate, che spaziano dalla formazione dei giovani conducenti alla digitalizzazione dei documenti, passando per la revisione del sistema sanzionatorio, richiederà tempo e un'attenta valutazione di tutte le osservazioni pervenute.
L'obiettivo del MIT, come ribadito in più occasioni, resta quello di un Codice moderno, chiaro e al passo con i tempi, che possa coniugare il diritto alla mobilità con le esigenze di una sicurezza sempre maggiore per tutti gli utenti della strada.
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