Patente a 17 anni e nuove regole: il Codice della strada si rifà il look
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Redazione Interno
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La possibilità di mettersi alla guida di un'auto o di un autocarro prima di aver compiuto diciotto anni è uno dei temi caldi del momento, emerso con forza nel corso della consultazione pubblica indetta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ad aprire ufficialmente il tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i rappresentanti dei settori coinvolti, nel corso di una riunione che si è tenuta a Roma, è stato il ministro Matteo Salvini, il quale ha annunciato la volontà di adeguare la normativa italiana alle recenti disposizioni europee.
L'obiettivo dichiarato è quello di consentire, già dall'anno prossimo, il conseguimento della patente B per le automobili e della patente C per i mezzi pesanti a partire dai diciassette anni, recependo le indicazioni che arrivano da Bruxelles e che mirano a uniformare le regole della circolazione stradale in tutti gli Stati membri.
L'iter normativo e le tempistiche europee
A dare slancio alla proposta di abbassare il limite di età è stata una direttiva del Parlamento Europeo, approvata in via definitiva nello scorso mese di ottobre, che ha gettato le basi per una revisione complessiva delle patenti di guida. Il pacchetto di misure, tuttavia, non è immediatamente operativo, poiché ogni Stato membro dell'Unione Europea ha a disposizione tre anni di tempo per recepire le nuove disposizioni nel proprio diritto nazionale, con un ulteriore anno per prepararsi all'attuazione pratica.
La scadenza ultima per l'adeguamento è fissata al novembre del 2029, motivo per cui le dichiarazioni del ministro, che parlava di un'applicazione già dal 2027, sono state accolte con un certo scetticismo da parte degli addetti ai lavori, i quali sottolineano la mole di lavoro necessaria per adeguare l'impianto normativo italiano.
La strada che porta a vedere i diciasettenni al volante in completa autonomia è ancora lunga e costellata di passaggi burocratici complessi, che richiederanno un confronto serrato tra le istituzioni e una meticolosa opera di riscrittura di molti articoli del Codice della Strada.
Patente B e C: differenze e modalità di guida
La novità principale, che ha suscitato un acceso dibattito, riguarda la possibilità per i giovani di ottenere la patente B, ma a determinate condizioni. Il modello europeo, infatti, prevede che il neopatentato di diciassette anni possa guidare solo se accompagnato da un conducente esperto, che abbia un'età minima di ventiquattro anni e che sia in possesso della patente della medesima categoria da almeno cinque anni.
Questo sistema, che in Italia esiste già in forma embrionale per la cosiddetta "guida accompagnata", dovrebbe quindi essere esteso e armonizzato a livello comunitario, consentendo al giovane di mettersi alla guida sotto la supervisione di un adulto qualificato fino al compimento della maggiore età.
Ancora più delicata, sul piano della sicurezza e della formazione professionale, è la questione della patente C per i camion, che potrebbe rappresentare una risposta alla cronica carenza di autisti che affligge il settore dell'autotrasporto italiano ed europeo.
Anche in questo caso la guida sarebbe consentita solo in presenza di un accompagnatore, che deve possedere requisiti ancora più stringenti, come la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), e i singoli Paesi membri avranno la facoltà di decidere se recepire o meno questa specifica disposizione.
Monopattini elettrici e obblighi assicurativi
Al di là del tema della patente, la consultazione pubblica indetta dal MIT ha toccato altri nodi fondamentali della mobilità urbana, a partire dalla regolamentazione dei monopattini elettrici. Nel corso dell'incontro sono emersi dati significativi sull'impatto delle recenti novità normative, a partire dall'obbligo del contrassegno identificativo e della copertura assicurativa per questi mezzi. Il numero di targhe rilasciate ha raggiunto quota 160.000, mentre le polizze attivate si attestano intorno alle 60.000, un dato che evidenzia ancora una significativa forbice tra i mezzi circolanti e quelli effettivamente in regola con le nuove disposizioni.
La Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (Fish), presente al tavolo, ha invece posto l'accento sulla necessità di semplificare le procedure burocratiche per il rilascio e il rinnovo delle patenti speciali, chiedendo regole più trasparenti e un contrasto più efficace all'uso improprio del Contrassegno unico disabili europeo (Cude), oltre alla digitalizzazione della documentazione relativa alle patenti di guida per rendere più snello il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione.
Verso un Codice della Strada più digitale e snello
L'obiettivo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo al centro della consultazione è quello di costruire un nuovo Codice della Strada ispirato a principi di semplificazione e digitalizzazione, capace di garantire il diritto alla mobilità nel rispetto della sicurezza di tutti gli utenti, dai più esperti ai più vulnerabili come pedoni e ciclisti.
Oltre all'abbassamento dell'età per le patenti e alle nuove regole per la micromobilità, sul tavolo del MIT ci sono anche altre importanti modifiche, come l'introduzione della patente digitale, consultabile tramite smartphone, e l'estensione della validità del documento da dieci a quindici anni, con la possibilità di effettuare la visita medica per il rinnovo tramite autocertificazione in alcuni casi.
La riforma si preannuncia dunque come un intervento strutturale e profondo, che mira a modernizzare un impianto normativo ormai datato per adeguarlo alle nuove esigenze di mobilità, alla transizione digitale e alle sfide poste dal mondo del lavoro, come la carenza di autisti professionisti, che potrebbe trovare una parziale risposta proprio nell'anticipazione dell'accesso al volante per i più giovani.
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