Torna l'avanzo primario ma cresce la pressione fiscale
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Redazione Economia
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Il secondo trimestre del 2024 si è chiuso con un avanzo primario, un fenomeno che non si osservava dal 2019. La differenza tra le entrate dello Stato e le sue uscite, al netto della spesa per interessi, è stata positiva, attestandosi all'1,1% del Pil. Questo risultato anticipa quella che dovrà essere la tendenza generale una volta usciti dalla procedura di extradeficit e si dovrà ridurre il debito pubblico.
Tuttavia, l'ottimismo del governo si è spento sul nascere. L'obiettivo di crescere dell'1% quest'anno, appena rivendicato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, si allontana. A poche ore dalle sue rassicurazioni ai microfoni di Bloomberg, l'Istat ha rivisto i conti al ribasso. Il Pil già acquisito per il 2024, in base all'andamento dei primi due trimestri, è sceso dallo 0,6% allo 0,4%.
L'Istat ha fatto il punto sulle macrovariabili dell'economia, rivedendo al ribasso il dato tendenziale del secondo trimestre. Così, la crescita acquisita per il 2024 è stata corretta dallo 0,6% allo 0,4%. Nonostante il saldo primario sia tornato positivo, non succedeva dal 2019, la crescita si è fermata. Dall'industria al turismo, tutti i settori hanno subito un rallentamento.
Bene il reddito disponibile delle famiglie, che vedono il loro potere di acquisto continuare a crescere. Salgono i consumi, ma calano le stime del Pil. L'istituto di statistica ha evidenziato come la crescita reale già acquisita dal Pil italiano nel 2024 non sia più dello 0,6% come si pensava fino al 3 settembre, ma dello 0,4%.




