Mps, Lovaglio: la mia conferma alla guida della banca sarà una garanzia per il piano industriale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Luigi Lovaglio, l’amministratore delegato uscente di Monte dei Paschi di Siena, non ha dubbi: la sua permanenza al vertice dell’istituto – condizione che, a suo avviso, si tradurrebbe in una prosecuzione della linea attuale – rappresenterebbe l’elemento decisivo per portare a compimento quella complessa integrazione con Mediobanca, un’operazione che, va ricordato, resta al centro della strategia della banca. «Avere al posto di guida il ceo che conosce di più il progetto è, credo, il modo migliore per minimizzare il rischio di esecuzione», ha dichiarato giovedì 2 aprile all’agenzia Dow Jones, nel corso di un’intervista nella quale ha voluto sottolineare la solidità del disegno industriale. «Il progetto è solido, è fatto molto bene e il programma di integrazione è forte», ha aggiunto, cercando di trasmettere fiducia proprio mentre si avvicina l’appuntamento chiave dell’assemblea del 15 aprile.

Il peso delle raccomandazioni dei proxy advisor

Sul fronte delle agenzie di consulenza agli azionisti, intanto, emergono dati che aiutano a inquadrare il clima che precede la votazione. Uno studio condotto sulle delibere delle società quotate in Italia – e che AdnKronos ha potuto visionare – mostra un tasso di allineamento tra Iss e Glass Lewis che oscilla generalmente tra l’83 e l’85%. Un dato che sale addirittura al 96% quando si affrontano temi come il bilancio e la distribuzione dei dividendi, mentre scende al 61% in merito all’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie. «Il tasso di allineamento tra Iss e Glass Lewis risulta generalmente elevato, soprattutto sulle tematiche di governance più consolidate, come indipendenza dei consigli, diritti degli azionisti e assetti di controllo (che poi sono gli elementi più oggettivi in fase di analisi di sostenibilità)», spiega all’AdnKronos Michele Calcaterra, professore di rate Finance alla Bocconi, che è stato interpellato proprio in attesa del secondo parere di Glass Lewis su Mps. Un’attesa, quest’ultima, che tiene banco negli ambienti finanziari, dove si cerca di capire se il giudizio della seconda agenzia si allineerà a quello già espresso da Iss.

Il comportamento del mercato e la sfida in aula

Nel frattempo, Piazza Affari racconta una storia di vendite concentrate proprio sul titolo di Rocca Salimbeni. Secondo quanto riportato da Teleborsa, l’istituto senese accusa una flessione del 2,88% sui valori precedenti, mostrando un cedimento che, analizzato in ottica settimanale, risulta più marcato rispetto a quello del FTSE MIB. In altre parole, Monte dei Paschi fa peggio del mercato di riferimento, e le tendenze di medio periodo – a giudicare dai movimenti registrati – si confermano negative. Un clima, quello borsistico, che fa da sfondo a quella che ormai viene definita l’ultima sfida per la Rocca: la partita decisiva si giocherà nell’aula dell’assemblea del 15 aprile, dove il destino della governance sarà messo nero su bianco.

La replica ai rilievi e la fiducia di Lovaglio

La battaglia per la conquista dei voti degli azionisti, va detto, procede a colpi di dichiarazioni e controdeduzioni. Due giorni fa, la banca aveva già risposto per le rime ai rilievi sollevati da Iss, sostenendo che «la lista del cda e i candidati che vi sono inclusi sono il risultato di un processo di selezione strutturato, rigoroso e trasparente, nell’interesse di tutti gli azionisti». Ieri, invece, è stata la volta di Lovaglio in persona, il quale si è rivolto a Bloomberg Tv per ribadire la sua posizione con una certa enfasi: «Sono fiducioso, sono pienamente impegnato e sono convinto che questo impegno verrà riconosciuto dal mercato». Una frase, quest’ultima, che non lascia spazio a interpretazioni ambigue, anche se il contesto – con Trump tornato alla Casa Bianca da presidente degli Stati Uniti e con le incertezze che caratterizzano i mercati globali – resta comunque complesso per qualsiasi operazione di ampio respiro nel settore del credito.

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