Squalifica di sei mesi per il Settebello
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Redazione Sport
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Il Settebello, la nazionale italiana di pallanuoto, è stato squalificato per sei mesi a causa di comportamenti gravi, tra cui aggressioni verbali e fisiche, avvenuti a Parigi dopo un errore arbitrale che ha cambiato le sorti della partita contro l'Ungheria. L'episodio, che ha visto l'espulsione per brutalità di un giocatore italiano, Condemi, ha portato a quattro minuti di inferiorità numerica per l'Italia, un gol annullato e un rigore contro, determinando la sconfitta ai rigori (12-10) e l'uscita dal torneo.
Sandro Campagna, commissario tecnico del Settebello, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, in cui ha ribadito che non ci sono state violenze fisiche nei confronti degli arbitri né da parte sua né da parte degli azzurri. Campagna, figura simbolo della pallanuoto italiana, ha sottolineato l'ingiustizia subita dalla squadra, pur riconoscendo l'inevitabilità della squalifica. Il tecnico ha inoltre evidenziato come la ricostruzione dei fatti sia stata imprecisa, con accuse infondate di violenza.
La reazione alla squalifica è stata immediata e diffusa: dal ministro per lo sport Andrea Abodi all'ex commissario tecnico Ratko Rudic, numerose personalità del mondo sportivo hanno espresso il loro disappunto per la decisione della federazione mondiale. Campagna, di ritorno da Budapest, ha ribadito la necessità di giustizia ed equilibrio, non solo per la sua squadra ma per tutti.
L'episodio di Parigi ha lasciato un segno profondo nella storia recente del Settebello, che ora dovrà affrontare un periodo di riflessione e riorganizzazione. La squalifica rappresenta un duro colpo per la nazionale, che vede compromessi i propri obiettivi a breve termine.




