Milano chiude in rosso, Bper traina il ribasso mentre Sondrio resiste

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee hanno confermato il tono negativo nella seduta del 4 luglio, con Piazza Affari tra le più penalizzate. Il Ftse Mib, dopo aver oscillato per tutta la mattinata, ha chiuso con un calo dello 0,8%, allineandosi al pessimismo che ha caratterizzato le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Francoforte, seppur in contrazione, ha limitato i danni (-0,83%), mentre Parigi ha registrato il peggior risultato (-1%), trascinata in basso dai titoli del lusso, settore particolarmente sensibile alle tensioni commerciali.

A pesare sui mercati, oltre all’assenza di indicazioni da Wall Street – chiusa per il Independence Day – è l’incertezza legata alla scadenza del 9 luglio sui dazi, una questione che Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, potrebbe rilanciare con nuove misure protezionistiche. L’ansia da deadline ha spinto gli investitori a privilegiare la liquidazione, soprattutto nei comparti più esposti alle fluttuazioni dei mercati globali.

A Milano, pochi titoli sono riusciti a sfuggire alla tendenza ribassista. Tra questi spicca Popolare di Sondrio, che ha guadagnato lo 0,81% dopo il tentativo di Bper di rilanciarne l’acquisto, strategia che però non ha giovato alla stessa Bper, crollata del 2% e finita in fondo al listino. Le banche, del resto, sono state tra le categorie più colpite: Monte dei Paschi e Mediobanca hanno ampliato le perdite, risentendo del clima di diffidenza verso il settore.

Non è andata meglio per Madrid, scesa dell’1,6%, né per Amsterdam (-0,7%), mentre Londra, seppur in territorio negativo, ha mostrato una relativa tenuta (-0,5%). L’assenza di novità decisive sui negoziati commerciali ha lasciato spazio a movimenti cauti, con volumi ridotti e scambi concentrati su pochi titoli.

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