Mercedes, Wolff avverte Antonelli e Russell: "Liberi di lottare ma prima viene il team"
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Redazione Sport
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L’azione in pista deve ancora iniziare, ma nel Principato l’aria frizzante della competizione è già palpabile dal giovedì. Tra chi, come la Ferrari, sa di potersi giocare una clamorosa occasione di vittoria proprio a Montecarlo, e chi, come la Mercedes, non sembra avere alcuna intenzione di sprecare la possibilità di vincere tra le strade del circuito cittadino più famoso del mondo – portando a casa quello che sarebbe un quinto successo consecutivo – c’è un sottile equilibrio di potere che Toto Wolff cerca di gestire con la consueta attenzione.
Il team principal della squadra di Brackley, infatti, ha voluto gettare acqua sul fuoco degli entusiasmi, avvertendo che la sua scuderia non è affatto da considerare la favorita nonostante il dominio tecnico mostrato finora. Wolff ha ribadito un concetto chiaro ai suoi due alfieri, Kimi Antonelli e George Russell, i quali guidano la classifica piloti con un distacco significativo dal resto del gruppo: sono liberi di lottare in pista, ma la priorità assoluta rimane sempre il bene del team.
La sfida interna e il rischio di una doppia squalifica
La tensione tra i due compagni di squadra non è certo una novità, se si considerano gli episodi accaduti nelle gare precedenti. Basti pensare al Gran Premio del Canada, dove la battaglia tra Russell e Antonelli è stata talmente accesa da costringere lo stesso Wolff a intervenire via radio per calmare il giovane italiano, dopo che quest'ultimo era stato costretto a uscire di pista in un duello al limite della regolarità.
È proprio questo il nocciolo della questione: se da un lato lo spettacolo offerto dai due piloti è stato esaltante per gli appassionati, dall'altro il margine di errore è risultato talmente sottile da far temere il peggio. "Quando ascolti alcune comunicazioni radio, penso ci sia spazio per migliorare", ha commentato Wolff, sottolineando come il concentrarsi esclusivamente sulla guida sia fondamentale.
Il rischio concreto, in un circuito come quello monegasco dove le vie di fuga sono praticamente inesistenti, è quello di vanificare un intero fine settimana di lavoro con un contatto che potrebbe mettere fuori gioco entrambe le monoposto, regalando punti preziosi agli inseguitori.
L'arma segreta di Brackley e le restrizioni della FIA
La Mercedes, tuttavia, non sembra intenzionata a lasciare nulla al caso, e la dimostrazione più lampante di questa filosofia arriva dalla scelta tecnica adottata per l'ala posteriore. Mentre molti team si sono limitati a seguire le imposizioni della FIA, che ha vietato l'uso dell'aerodinamica mobile (la cosiddetta "straight mode") per l'intero weekend di Montecarlo per motivi di sicurezza – evitando così che le monoposto raggiungessero velocità pericolose verso la staccata della chicane del Porto – la squadra anglo-tedesca ha trasformato un limite in un'opportunità.
Al posto dell'attuatore dei flap, reso inutile dall'assenza delle zone di attivazione, i tecnici di Brackley hanno installato una cascata di piccoli profili alari che ricordano quasi una scultura. Questa soluzione, visibile anche su altre vetture come la Red Bull, sfrutta al massimo la ricerca del carico aerodinamico verticale, una variabile determinante su un tracciato dove la potenza del motore conta relativamente poco e l'efficienza lascia spazio alla cosiddetta "sporca downforce".
L'insidia Ferrari e le peculiarità del tracciato
Nonostante la supremazia mostrata nelle prime cinque gare – con quattro vittorie di Antonelli e una di Russell – Toto Wolff sa bene che Montecarlo rappresenta un unicum nel calendario. "Una vettura che è stata competitiva altrove non ha la garanzia di esserlo anche qui", ha ammonito il patron, consapevole che le caratteristiche del tracciato, con le sue curve lente e la scarsa necessità di potenza pura, potrebbero favorire proprio la Ferrari.
Charles Leclerc, alla vigilia della gara di casa, si è detto convinto che il Principato offra alla Rossa le maggiori chance di lottare per la vittoria in questa prima parte di stagione, un'analisi condivisa da molti osservatori vista la reattività del motore italiano nelle ripartenze e l'abilità del pilota monegasco tra le barriere. Leclerc, del resto, vanta un ruolino di marcia impressionante sulle stradine di casa, avendo conquistato la pole position in tre delle ultime sei edizioni.
La McLaren, con il suo passo corto e rapporti del cambio specificamente studiati per la ripresa, si candida a sua volta come potenziale mina vagante, pronte a inserirsi in una lotta che si preannuncia serratissima.
La rimozione dell'attuatore idraulico nel telaio da parte della Ferrari per salvare peso e la limitazione dell'energia elettrica utilizzabile in un giro (con l'introduzione della mappatura "Rev1") sono solo alcuni dei fattori che contribuiranno a rendere le qualifiche di sabato – storicamente decisive per l'esito del Gran Premio – uno spettacolo mozzafiato, dove il margine di errore è ridotto ai minimi termini e ogni contatto con le barriere può rivelarsi fatale.




