Gucci, tra passato e futuro: la prima sfilata senza Sabato De Sarno alla Milano Fashion Week 2025

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Gucci si ritrova nuovamente senza un direttore creativo, dopo la brusca separazione da Sabato De Sarno, avvenuta a meno di due anni dal suo insediamento. Una situazione che ricorda quella del 2022, quando Alessandro Michele lasciò il marchio, lasciando un vuoto che oggi sembra ripetersi. Eppure, nonostante l’incertezza che avvolge la prossima nomina e il calo dei fatturati — si stima un terzo in meno nel 2024 —, il mondo della moda non si ferma. Così, durante la Milano Fashion Week autunno-inverno 2025/26, Gucci ha presentato una collezione co-ed curata dall’ufficio stile interno, con il supporto della stylist e consulente d’immagine Suzanne Koller.

La sfilata, che ha segnato un ritorno alle origini, ha attinto a piene mani dall’archivio del brand, rielaborando icone del passato come il famoso Morsetto, trasformato persino in un ciondolo per collana. Un gesto che non solo celebra la storia della maison, ma la proietta nel presente, dimostrando come i codici estetici di Gucci possano essere continuamente reinterpretati senza perdere la loro forza. Le silhouettes, ispirate a diverse epoche — dal prêt-à-porter degli anni ’60 al minimalismo glam degli anni ’90, fino all’ultra-massimalismo degli ultimi anni —, sono state amalgamate in una visione che guarda al futuro senza dimenticare le radici.

Intanto, mentre il marchio naviga in acque turbolente, la scelta di affidarsi temporaneamente all’ufficio stile interno sembra una mossa dettata dalla necessità di mantenere una continuità creativa. La collezione, infatti, non è stata solo un esercizio di stile, ma una dichiarazione d’intenti: Gucci è un brand che sa reinventarsi, pur rimanendo fedele alla sua identità. Un’identità che, nonostante i cambi di guardia e le incertezze, continua a essere un punto di riferimento nel panorama della moda internazionale.

Parallelamente, mentre Gucci cerca di ritrovare il suo equilibrio, il mondo della moda celebra i 30 anni di Dsquared2, un altro gigante italiano che ha saputo costruire un’estetica riconoscibile e duratura. Due storie diverse, ma accomunate dalla capacità di resistere alle tempeste del settore, dimostrando che la creatività, quando è autentica, può superare qualsiasi crisi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.