Gli 80 anni di Trump, la diplomazia si fa in due chiamate con Putin e Zelensky
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Redazione Esteri
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Non sono mancate le sorprese, nel giorno dell’ottantesimo compleanno di Donald Trump, se è vero che il numero uno della Casa Bianca ha ricevuto due telefonate di auguri particolarmente significative sul piano geopolitico. A chiamare, quasi in contemporanea, sono stati infatti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, un gesto che ha trasformato un semplice rituale di cortesia in un’occasione per ridisegnare, seppur a distanza, i contorni delle attuali tensioni internazionali.
Se da un lato il presidente ucraino ha confermato un colloquio della durata di circa mezz’ora, incentrato sulle “possibili soluzioni che potrebbero portare alla pace”, dall’altro il Cremlino – attraverso il consigliere Yury Ushakov – ha descritto la chiacchierata con Putin come un faccia a faccia telefonico durato quasi sessanta minuti, incentrato su una pluralità di dossier scottanti.
La trattativa che (forse) spegnerà l’incendio in Medio Oriente
Mentre l’opinione pubblica si concentrava sul valore simbolico degli auguri, trapelavano dettagli ben più concreti riguardanti un altro fronte caldo, quello mediorientale. Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass, citando il consigliere del Cremlino, Trump ha infatti colto l’occasione per aggiornare Putin su un tema cruciale: il memorandum che gli Stati Uniti stanno per firmare con l’Iran.
Il presidente americano avrebbe confidato al suo omologo russo che l’accordo, atteso da mesi e capace di scongiurare un’escalation devastante, è ormai prossimo alla conclusione, tanto da poter essere annunciato già nella giornata di ieri [citations:1]. Una notizia, quest’ultima, che ha trovato Putin particolarmente soddisfatto, visto che il conflitto tra Washington e Teheran rischiava di “incendiare l’intera regione”, parafrasando le parole usate dallo stesso leader del Cremlino per commentare l’intesa.
La guerra in Ucraina al centro del dialogo a distanza
Nonostante il siparietto diplomatico sul tema iraniano, è stata la questione ucraina a monopolizzare gran parte del tempo a disposizione. Con Zelensky, Trump ha avuto modo di analizzare la situazione sul campo, dove le posizioni si sono recentemente consolidate; il leader di Kiev ha parlato di “idee valide” da mettere sul tavolo durante il prossimo G7 in Francia, suggerendo che l’incontro a margine del vertice potrebbe essere decisivo per sbloccare l’impasse.
Più articolata, invece, la conversazione con Putin, durante la quale il presidente americano – come riferito da Ushakov – ha ribadito con forza la necessità di porre fine alle ostilità, offrendo la propria disponibilità a esercitare “influenza” sia sui partner europei che direttamente su Kyiv.
Dalla controparte russa, però, non sono arrivate aperture sul fronte degli incontri diretti: Putin avrebbe infatti ribadito che se Zelensky desidera un confronto, la strada è spianata, ma l’invito rimane quello di recarsi a Mosca, una condizione che finora è sempre stata respinta dal presidente ucraino.
I messaggeri della pace e la diplomazia delle “persone giuste”
Un altro aspetto emerso con chiarezza dai resoconti della telefonata, forse il più rilevante in ottica operativa, riguarda la conferma di un rinnovato attivismo sul terreno negoziale. I due leader hanno infatti concordato che inviati speciali di Washington, figure del calibro di Steve Witkoff e Jared Kushner, torneranno a breve in Russia per proseguire il lavoro di ricucitura delle relazioni bilaterali, un ruolo che li ha visti protagonisti nelle settimane scorse.
Sebbene la loro presenza sia stata inizialmente legata anche alla crisi iraniana, è evidente che la loro missione si intreccerà inevitabilmente con il tentativo di rimettere in moto il processo di pace per l’Ucraina, attualmente congelato. Il fatto che Trump abbia usato il proprio compleanno per orchestrare una simile sequenza di contatti – prima Israele con Netanyahu, poi Kiev e infine Mosca – la dice lunga sullo stile del presidente americano, capace di fondere l’elemento personale con l’agenda politica più fitta.
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