L'addio commosso di Milano a Francesco Imprezzabile, il vigile eroico morto nell'inseguimento. Il gip revoca i domiciliari per Berisha e dispone il carcere
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Redazione Interno
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In centinaia hanno gremito la chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa, al Corvetto, per l'ultimo saluto a Francesco Imprezzabile, l'agente della polizia locale di 39 anni morto la sera del 22 giugno durante un inseguimento ad alta velocità. Il feretro, avvolto dalla bandiera di Milano, occupava il centro della navata, e sopra, adagiato su un cuscino rosso, spiccava il casco bianco che l'agente indossava quando era in servizio sulla sua moto. I colleghi, commossi, si schieravano sull'attenti mentre le sirene delle auto ufficiali rompevano il silenzio in segno di cordoglio.
Applausi scroscianti hanno preceduto e seguito la funzione, a testimonianza di un affetto popolare che ha travalicato i confini del quartiere, e il parroco ha voluto sottolineare come la sua morte sia stata determinata da un gesto eroico e non da una scelta temeraria, un distinguo che ha trovato eco nelle parole di molti presenti.
Il dolore per la perdita si intrecciava alla rabbia e alla voglia di giustizia, alimentate dal repentino sviluppo delle vicende giudiziarie legate all'incidente.
Nella tarda mattinata di ieri, mentre la città si raccoglieva nel ricordo del suo agente, un'altra pagina si scriveva nella vicenda processuale a carico del conducente dell'Audi A8. Genti Berisha, il ventiseienne albanese fermato dopo l'inseguimento, non ha fatto in tempo a varcare la soglia di casa che è stato raggiunto dagli agenti del Radiomobile della polizia locale di Milano e dai poliziotti della Squadra mobile di Monza.
La notifica dell'ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Brescia è stata immediata e ha ribaltato la precedente misura cautelare: per Berisha è scattato il carcere, vanificando la breve parentesi ai domiciliari che gli era stata concessa.
La dinamica dell'inseguimento e il ruolo della procura
L'episodio che ha portato alla morte di Imprezzabile risale alla notte del 22 giugno, quando il 39enne, in sella alla sua motocicletta, aveva dato il via all'inseguimento di un'autovettura che non si era fermata a un posto di blocco. La corsa si è protratta per circa due chilometri a velocità elevatissima, fino all'incidente che è costato la vita al vigile urbano. La dinamica esatta dello schianto deve ancora essere chiarita dagli inquirenti, che stanno conducendo accertamenti tecnici e testimoniali per ricostruire gli ultimi istanti di vita dell'agente.
La decisione del gip bresciano di aggravate la misura cautelare per Berisha, revocando gli arresti domiciliari, si basa presumibilmente sul pericolo di inquinamento delle prove o sulla reiterazione del reato, elementi che hanno spinto il magistrato a ritenere necessario il carcere per il giovane albanese in attesa del procedimento.
Il cordoglio delle istituzioni e il ricordo dal territorio
La scomparsa di Francesco Imprezzabile ha scosso non solo il capoluogo lombardo ma l'intero Paese, come dimostrato dalla partecipazione ai funerali e dalle numerose iniziative di solidarietà. In concomitanza con le esequie a Milano, ieri, i poliziotti della polizia locale dell'Appennino Reggiano hanno voluto rendere omaggio al collega caduto, scegliendo per la cerimonia commemorativa la suggestiva e solenne cornice della Pietra di Bismantova.
Alla commemorazione ha preso parte anche il Reparto motociclisti del comando dell'Unione, a simboleggiare la vicinanza di tutti i corpi di polizia locale italiani, che hanno osservato un momento di raccoglimento per onorare la memoria dell'agente morto nell'adempimento del proprio dovere. Un gesto che si aggiunge al cordoglio delle istituzioni cittadine e alla vicinanza della famiglia, che ha ricevuto in queste ore numerosi messaggi di affetto.
Dai fatti di piazza al dibattito sulla sicurezza
La morte di Imprezzabile riaccende il dibattito sulle condizioni di sicurezza per gli operatori delle forze dell'ordine, chiamati quotidianamente a operare in contesti ad alto rischio, e sulla necessità di garantire loro strumenti adeguati per fronteggiare situazioni di emergenza. L'eco del tragico evento ha varcato i confini della cronaca cittadina per inserirsi in un discorso più ampio che riguarda il contrasto alla microcriminalità e alla guida pericolosa.
Il ruolo del gip di Brescia, che ha disposto il carcere per Berisha a pochi giorni dall'incidente, rappresenta un segnale forte nella direzione di una risposta rapida e ferma della magistratura. La procura competente per il territorio, nel frattempo, prosegue le indagini per fare piena luce sull'accaduto, mentre l'intera città di Milano, attraverso la partecipazione commossa ai funerali, ha scelto di stringersi attorno alla memoria di un uomo che ha perso la vita mentre cercava di tutelare la sicurezza altrui.




