La città di Milano dà l'ultimo saluto all’agente Imprezzabile, il 26enne indagato torna in carcere
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Redazione Interno
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Il rombo dei motori della polizia locale ha scortato il feretro di Francesco Imprezzabile fino al cimitero, mentre le sirene squillavano a intervalli regolari in un commosso saluto d'ordinanza. I funerali dell'agente trentanovenne, celebrati nella chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa al quartiere Corvetto, hanno rappresentato il momento del commiato collettivo per un uomo che ha perso la vita nell'adempimento del proprio dovere.
Sul feretro, appoggiato in modo quasi rituale, c'era il casco che Imprezzabile indossava quella sera del 22 giugno, quando la sua moto si è ribaltata durante l'inseguimento di un Suv che aveva appena forzato un posto di blocco a Peschiera Borromeo. I colleghi, schierati sull'attenti, hanno rotto il silenzio con un lungo applauso, un gesto che ha accompagnato l'intera cerimonia e che si è fatto più intenso al momento della benedizione finale.
Il lungo braccio della giustizia: dai domiciliari al carcere
Parallelamente al dolore della città e delle forze dell'ordine, il fronte giudiziario ha registrato una rapida e significativa accelerazione. Genti Berisha, il ventiseienne albanese alla guida del Suv che ha scatenato l'inseguimento fatale, ha ottenuto la scarcerazione nella mattinata del 2 luglio, ma la sua libertà è durata appena il tempo di un respiro. Dopo aver lasciato il carcere, il giovane, che ha precedenti penali per reati legati alla droga, è stato infatti nuovamente raggiunto da un provvedimento dell'autorità giudiziaria che ne ha disposto l'immediato ritorno in cella.
La misura degli arresti domiciliari, concessa con braccialetto elettronico, è stata revocata nel giro di poche ore, e Berisha si trova ora nuovamente detenuto, in attesa che la procura faccia piena luce sulla dinamica di quella sera di fine giugno.
La dinamica dell'inseguimento e le indagini in corso
Secondo quanto ricostruito finora dagli inquirenti, l'incidente mortale si è verificato a Peschiera Borromeo, nell'hinterland milanese, quando l'equipaggio della polizia locale ha intimato l'alt al conducente del fuoristrada. Il ventiseienne, invece di ottemperare al segnale di fermo, ha accelerato bruscamente, innescando un inseguimento che si è rivelato fatale per l'agente trentanovenne. Durante la fase concitata dell'intervento, la moto in dotazione a Imprezzabile ha perso aderenza, causando la caduta del conducente, che non ha avuto scampo.
Gli inquirenti stanno ora verificando con esattezza le modalità dell'impatto e le eventuali responsabilità del fuggitivo, anche se già nelle ore successive all'accaduto i carabinieri e la polizia locale avevano avviato accertamenti mirati a ricostruire ogni passaggio della traiettoria e dei tempi di reazione dell'uomo alla guida del Suv.
Il cordoglio della città e il valore del gesto eroico
La cerimonia di addio ha assunto i toni di un tributo solenne, con la folla che si è radunata davanti alla chiesa del Corvetto per porgere l'ultimo saluto all'agente, definito da molti, persino dagli stessi colleghi, come un eroe. Il termine non è stato usato a sproposito: chi ha servito insieme a Imprezzabile sottolinea che la sua scelta di lanciarsi all'inseguimento di un'auto sospetta rientrava nel più alto senso del dovere, e il gesto è stato letto come un atto di coraggio estremo.
Le automobili della municipale, con i lampeggianti accesi, hanno suonato le sirene in un lungo ronzio che si è mescolato al battimani dei presenti, mentre il feretro, accompagnato dal rombo degli acceleratori, lasciava il sagrato per l'ultima volta. L'intera vicenda, che ha scosso profondamente il mondo della polizia locale e non solo, rimane ora nelle mani della magistratura, che dovrà chiarire le ultime zone d'ombra di una notte di ordinaria follia che si è portata via una vita spesa per la sicurezza dei cittadini.




