Urso e Stellantis chiedono all’Ue di tradurre in azioni concrete il dialogo sull’auto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, l’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa e Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, hanno chiesto "con forza alla Commissione europea di trasformare subito il dialogo strategico in azioni strategiche". La richiesta, avanzata in una nota congiunta a seguito di un incontro a Palazzo Piacentini, mira a definire le linee guida per il futuro del settore automobilistico in Italia e in Europa, aggiornando nel contempo le attività del colosso nel nostro Paese.

La posizione di Stellantis, per voce del responsabile Europa Jean-Philippe Imparato, è netta: "Gli obiettivi europei sono irragiungibili". Durante una tavola rotonda allo Iaa Mobility 2025 di Monaco, Imparato ha ribadito l’allarme lanciato dall’Acea sui target del Green Deal, sottolineando come quelli al 2035 per le emissioni di CO2 non siano più raggiungibili "a meno che non si ipotizzi un crollo del mercato di circa il 30% o dei dati finanziari di tutti i costruttori in Europa". Tra i principali ostacoli all’elettrificazione di massa, il manager ha indicato l’impreparazione del mercato, il contesto economico non ancora favorevole, le carenti infrastrutture di ricarica e prezzi tutt’altro che competitivi.

Proprio per scongiurare uno scenario così critico, sono in corso trattative serrate tra l’esecutivo italiano e i vertici di Stellantis. L’obiettivo comune è esercitare una forte pressione sull’Unione europea affinché riveda gli obiettivi sulle emissioni previsti dal Green Deal, considerati insostenibili per il comparto industriale. Urso e Filosa stanno lavorando a una strategia condivisa per risollevare le sorti dell’industria automobilistica nazionale e salvaguardare gli stabilimenti del gruppo in Italia.

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