Un ciclone artico paralizza la costa orientale, tre vittime a New York e caos nei trasporti
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Redazione Esteri
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Un'ondata di gelo di rara intensità, che alcuni esperti non esitano a definire senza precedenti per la sua portata, sta tenendo in scacco oltre due terzi degli Stati Uniti, costringendo i governatori di ben ventidue Stati a dichiarare lo stato di emergenza. La massa d'aria polare, carica di neve e sferzata da venti siberiani, ha abbassato le colonnine di mercurio fino a venticinque gradi sotto zero, trasformando le metropoli della costa orientale in paesaggi silenziosi e innevati, dove le attività ordinarie sono state sospese. A New York, dove un freddo così pungente non si registrava da molti anni, si contano purtroppo le prime tre vittime, legate alle condizioni estreme, mentre i blackout elettrici hanno lasciato al buio centinaia di migliaia di persone, con un picco che ha sfiorato le novecentomila utenze senza energia.
Il sistema dei trasporti in tilt totale
Il caos, come spesso accade in simili frangenti, si è riversato immediatamente sul sistema dei trasporti, con particolare ferocia per il traffico aereo. L'aeroporto nazionale Ronald Reagan di Washington, hub fondamentale per i voli domestici, ha dovuto annullare in blocco la quasi totalità delle sue operazioni: oltre ottocento collegamenti, tra partenze e arrivi, sono stati cancellati, secondo i dati forniti dalle stesse autorità aeroportuali e ripresi dai sistemi di monitoraggio del traffico. Una paralisi che, del resto, non ha risparmiato altri snodi cruciali come quelli di New York, Atlanta e Chicago, dove le torri di controllo hanno visto svanire i puntini luminosi sugli schermi, uno dopo l’altro, sotto la furia della bufera.
Le immagini delle città nella morsa del ghiaccio
Da Philadelphia a Baltimore, fino a Chicago, le grandi città appaiono irriconoscibili, strette in una morsa di ghiaccio che secondo le previsioni non accennerà a placarsi prima di qualche giorno. Le strade, quando non sono del tutto impraticabili, sono percorse da pochi mezzi di soccorso e spalaneve, mentre le autorità hanno più volte rivolto alla popolazione appelli pressanti, suggerendo di non mettersi in viaggio e di provvedere a scorte adeguate di cibo e acqua, per far fronte a un'emergenza che potrebbe protrarsi. L’immobilità forzata, d’altronde, sembra essere l’unica risposta possibile a un evento meteorologico di tale violenza, che ha ridisegnato in poche ore la geografia delle attività quotidiane di milioni di persone.
L'emergenza infrastrutturale e i soccorsi
Oltre ai drammatici disagi per i cittadini, la tempesta artica sta mettendo a dura prova le infrastrutture essenziali, già provate dall’età in molti casi. Le interruzioni di corrente, che hanno superato in alcuni momenti le seicentottantamila unità, non sono solo un problema di comfort ma rappresentano un serio rischio per la salute pubblica, data la rigidità delle temperature. I servizi di emergenza lavorano senza sosta, spesso in condizioni proibitive, per ripristinare la linea elettrica e soccorrere chi si trova in difficoltà, in una corsa contro il tempo e gli elementi. La situazione, come confermato dagli ultimi bollettini, rimane critica e la strada verso la normalità appare ancora lunga.




