Sciopero dei trasporti paralizza l’Italia, pendolari in caos: «Bloccato a Piazzale Roma, persa la festa»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una giornata di sciopero nazionale, proclamato ieri dai sindacati di base Usb, Cub, Sgb, Adl e Cobas, ha messo in ginocchio il sistema dei trasporti in tutta Italia, lasciando migliaia di pendolari, studenti e turisti in balia di ritardi e cancellazioni. Le adesioni, secondo quanto riportato dall’Usb, hanno raggiunto picchi dell’80% in città come Bologna e Firenze, con il 90% delle Frecce e il 70% degli Intercity fermi già dal primo pomeriggio.

A Venezia, dove il ponte della Libertà è un passaggio obbligato per chi deve raggiungere la terraferma, la situazione è stata particolarmente critica. Tra le decine di persone bloccate a Piazzale Roma c’era anche Umberto, che avrebbe dovuto partecipare a una festa di pensionamento. «Senza autobus, non ho alternative», ha raccontato, mentre aspettava invano un mezzo che non sarebbe mai arrivato.

Non sono mancati i disagi negli aeroporti, dove i voli sono stati ridotti al minimo, e nelle metropolitane delle grandi città, con corse saltate e lunghe attese. Il malcontento è palpabile tra chi, pur comprendendo le ragioni della protesta – incentrata sul rifiuto della guerra e del riarmo – si è trovato costretto a rivedere i propri piani.

Lo sciopero, che si protrarrà fino alle 21, ha colpito soprattutto chi dipende dai mezzi pubblici per lavoro o studio, ma anche i turisti, molti dei quali, in questo periodo estivo, hanno dovuto fare i conti con itinerari stravolti. Se da un lato i sindacati rivendicano l’alto tasso di partecipazione, dall’altro resta il bilancio di una giornata segnata dall’immobilismo, con migliaia di persone ferme nelle stazioni o in attesa di mezzi che non passano.

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