L’attacco di Israele all’Iran è illecito, l’appello di giuristi e intellettuali: no alle basi italiane per gli Usa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’offensiva israeliana contro l’Iran, definita «illecita» da un gruppo di giuristi e intellettuali italiani, rischia di trascinare l’Italia in una violazione della legalità internazionale e costituzionale. Questo il cuore dell’appello diffuso ieri, che mette in guardia contro la possibilità che il nostro Paese metta a disposizione le proprie basi militari per sostenere eventuali operazioni statunitensi. Un intervento diretto degli Usa, così come un coinvolgimento italiano, sarebbe «in spregio» alle norme che regolano i conflitti, secondo i firmatari, i quali sottolineano come la crisi mediorientale non possa essere risolta con ulteriori escalation.

Intanto, il governo italiano ha avviato un parziale ripiegamento delle truppe dall’Iraq, decisione presa ieri nel corso di una riunione ristretta dei vertici dell’esecutivo. Fonti governative confermano che il riposizionamento è dettato dall’allerta per un possibile aggravarsi delle tensioni tra Israele e Iran, sebbene i dettagli operativi rimangano coperti dal segreto militare. La mossa riflette timori più ampi, condivisi a livello Nato, sulla necessità di ricalibrare la presenza occidentale in aree ad alto rischio.

Ma è l’Europa a guardare con maggiore apprensione alle capacità missilistiche di Teheran. Secondo rapporti di intelligence circolati tra le cancellerie europee, l’Iran disporrebbe di nove testate nucleari montate su vettori balistici in grado di colpire il continente, Italia compresa. Un pericolo che, sebbene raramente evocato in pubblico, spiegherebbe la rapidità con cui i leader Ue – tra cui Giorgia Meloni – hanno chiuso i ranghi attorno a Israele dopo gli ultimi raid. La minaccia, insomma, non è più confinata al Medio Oriente: il Mediterraneo stesso potrebbe diventare teatro di un conflitto dagli esiti imprevedibili.

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