Baby Gang resta in carcere, la gip: "Indifferenza alle regole"
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Redazione Interno
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Il trapper Baby Gang, all'anagrafe Zaccaria Mouhib, non lascerà il carcere di San Vittore. La decisione è della giudice per le indagini preliminari di Milano Fiammetta Modica, che sabato 13 settembre ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare, ritenendo sussistenti le condizioni per una misura restrittiva così severa. L’artista, classe 2001, era stato fermato due giorni prima, nelle prime ore di giovedì 11 settembre, in seguito a una perquisizione effettuata nella stanza di un residence milanese dove alloggiava.
L’operazione, che si inserisce in un più ampio filone d’inchiesta della Procura di Lecco sul traffico di armi e droga, ha portato al ritrovamento di una pistola semiautomatica con il numero di matricola abraso e nove cartucce. L’arresto è scattato in flagranza per i reati di detenzione di arma clandestina e ricettazione, quest’ultima ipotizzata per la provenienza illecita dell’arma stessa. La perquisizione era avvenuta dopo un concerto alla Fiera di Rho, a cui il rapper aveva partecipato insieme a Emis Killa.
Davanti al giudice, la difesa di Mouhib ha provato a giustificare il possesso della pistola con l’esigenza di proteggersi, citando la paura di essere derubato della sua collana, il cui valore sarebbe stimato attorno ai duecentomila euro. Una tesi, questa, che non ha trovato alcun accoglimento presso il gip. Nell’ordinanza di convalida, Fiammetta Modica ha invece evidenziato come l’imputato abbia “dimostrato assoluta indifferenza ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria”, sottolineando come sussista un “elevatissimo rischio di reiterazioni criminali connesso all’impiego e alla detenzione di armi”.




