Bertulazzi scarcerato in Argentina, la giustizia riconosce lo status di rifugiato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Leonardo Bertulazzi, ex brigatista rosso, è stato scarcerato in Argentina dopo un complesso iter giudiziario. La Camera Federale di Cassazione di Buenos Aires ha accolto il ricorso della difesa, riconoscendo che la revoca dello status di rifugiato, decretata dal governo di Javier Milei, non era effettiva al momento dell'arresto avvenuto il 29 agosto scorso. La sentenza ha evidenziato elementi di "arbitrarietà" e considerazioni "dogmatiche" nelle precedenti decisioni che avevano negato la scarcerazione.

Bertulazzi, noto con il nome di battaglia 'Stefano', era membro della colonna genovese delle Brigate Rosse e fu condannato a 27 anni di reclusione in Italia per il sequestro dell'ingegnere navale Piero Costa, avvenuto il 12 gennaio 1977. Dopo quarantaquattro anni di latitanza, di cui venti trascorsi da libero cittadino in Argentina, il suo arresto aveva sollevato numerose questioni legali e diplomatiche.

La decisione della seconda Camera federale della Cassazione, presa con due voti favorevoli e uno contrario, ha ordinato l'immediata scarcerazione di Bertulazzi, riconoscendo che il suo status di rifugiato non poteva considerarsi definitivamente revocato, poiché non erano trascorsi i 180 giorni previsti dalla legge argentina per fare ricorso. Questo riconoscimento ha permesso all'ex brigatista di tornare in libertà, sebbene il processo per la sua estradizione in Italia possa protrarsi per mesi.

La vicenda di Bertulazzi, che ha vissuto per decenni in Argentina sotto falsa identità, rappresenta un caso emblematico delle complesse dinamiche tra giustizia nazionale e internazionale, nonché delle difficoltà nel gestire casi di latitanza prolungata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.