Torino, studente punta una pistola giocattolo contro il professore in aula
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Redazione Interno
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Attimi di paura, tanto concreti da risultare palpabili, hanno interrotto la consueta routine di una classe dell'istituto superiore Peano, situato in corso Venezia, tra Barriera di Milano e Borgo Vittoria, quando un quindicenne ha estratto un'arma e l'ha diretta con il braccio teso verso il proprio insegnante di matematica. Il gesto, compiuto mentre il docente aveva da poco iniziato la lezione, è stato ancor più inquietante per il movimento successivo, quello di scarrellare la pistola, un'azione che simula il caricamento e precede lo sparo. L'episodio, che si è consumato in un silenzio carico di tensione, non è apparso come una reazione improvvisa a un rimprovero ma piuttosto come un'azione spontanea, un fatto del tutto immotivato che ha lasciato i presenti sconcertati e impauriti.
La dinamica del gesto e la successiva reazione
Il ragazzo, rimasto seduto al proprio banco, non ha proferito parola durante l'intera, drammatica sequenza, accentuando con il suo mutismo la gravità di un atto che ha immediatamente turbato l'ambiente scolastico. Dopo aver puntato l'oggetto contro il volto dell'insegnante e aver compiuto il gesto tecnico per renderlo, nell'aspetto, pronto all'uso, l'alunno ha abbassato l'arma per poi riporla, come se nulla fosse, comportandosi in una maniera che ha spiazzato chiunque si trovasse in quell'aula. Solo in un secondo momento, una volta chiarita la natura dell'oggetto, la paura iniziale ha lasciato il posto a una profonda costernazione per un episodio che, sebbene non abbia comportato un pericolo fisico reale, ha violato ogni confine di rispetto e di sicurezza.
L'accertamento della natura fittizia dell'arma
Sebbene l'oggetto sia poi risultato essere una pistola giocattolo, privata peraltro del consueto tappo di colore rosso che ne segnala l'innocuità, l'effetto prodotto sul professore e sui compagni di classe è stato del tutto identico a quello che si sarebbe avuto di fronte a un'arma vera. La veridicità dello shock emotivo provato da chi ha vissuto quegli istanti non è minimamente scalfita dalla successiva scoperta, la quale, anzi, solleva interrogativi ancora più pressanti sulle intenzioni e sulla consapevolezza del gesto compiuto dal minorenne.
Le conseguenze giudiziarie per lo studente
A seguito dell'accaduto, le forze dell'ordine sono intervenute e lo studente è stato denunciato per il reato di minacce, un procedimento che, data la sua età, seguirà l'iter previsto per il sistema penale minorile. La denuncia rappresenta la diretta conseguenza di un atto che, al di là della sua dimensione giocosa rivendicata in seguito dal ragazzo, ha avuto il peso e l'impatto di una minaccia credibile, generando un comprensibile allarme e violando la serenità di un luogo dedito all'istruzione.




