Domenica In, il colpo di scena in Rai: salta Matano e resta Mara Venier (ma cambierà tutto)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sembrava ormai scritto il copione del dopo-Mara, con il testimone pronto a passare nelle mani di Alberto Matano dopo l’ormai rituale balletto di annunci e smentite che puntualmente accompagna la fine di ogni stagione televisiva. E invece, a pochi mesi dalla presentazione ufficiale dei palinsesti autunnali (fissata per il 3 luglio ad Ancona, sede che di per sé non fa una piega ma che negli ambienti di viale Mazzini ha suscitato più di qualche polemica tra i giornalisti costretti a trasferirsi), arriva la controffensiva della “signora della domenica”. Secondo quanto riportato da Dagospia, la situazione sarebbe totalmente ribaltata rispetto ai pronostici delle settimane scorse: non solo la Venier non avrebbe alcuna intenzione di abdicare, ma la stessa azienda starebbe spingendo per la sua riconferma, bloccando sul nascere la tanto discussa successione.
Le parole che gelano i progetti e la fuga di Matano
Per settimane si erano susseguiti nomi e scenari. C’era chi giurava sulla coppia inedita formata da Andrea Delogu (reduce dal trionfo a “Ballando con le stelle”) accanto al conduttore de “La Vita in Diretta”, scenario che avrebbe finalmente spezzato la tradizionalista conduzione solista del programma. Le indiscrezioni, però, hanno subito una brusca frenata a doppio raggio: da un lato, una frase buttata li quasi per scherzo dalla stessa Venier durante l’ultima puntata, quando rivolta a Tommaso Cerno (e in presenza di Giovanna Botteri e Salvo Sottile) ha chiuso il discorso con un “Noi non finiremo mai”; dall’altro, la presa di distanza pubblica di Alberto Matano, che intervistato dal settimanale “Gente” ha definito “poco eleganti” queste operazioni di fanta-avvicendamento, dichiarandosi già troppo impegnato a modernizzare il proprio programma quotidiano per pensare alla domenica. Fatto sta che Matano si è ufficialmente sfilato dalla corsa, lasciando il campo libero alla regina uscente.
La strategia della continuità in un anno elettorale
La scelta, se confermata, non sarebbe solo una vittoria personale per la conduttrice veneziana, ma risponde a una precisa logica industriale della televisione pubblica. Mancano ormai pochi mesi all’inizio di un anno segnato da scadenze elettorali importanti, un contesto politico che sconsiglia qualsiasi sperimentazione azzardata. Meglio il sicuro, anche se usurato, dell’innovazione a tutti i costi, specialmente nel daytime dove i “buoni ascolti” (non eclatanti, ma nemmeno disastrosi) sconsigliano rivoluzioni traumatiche. Il giornalista Giuseppe Candela ha infatti rivelato come l’intera impalcatura dei palinsesti Rai per la prossima stagione sarà un “copia e incolla” di quella attuale, salvo qualche piccola variazione. In questo quadro di immobilismo programmato, la poltrona di Zia Mara è più solida che mai. In via Asiago non è ancora stata firmata la fumata bianca, ma gli incontri tra la direzione (con il direttore del daytime Angelo Mellone) e il manager della conduttrice, Beppe Caschetto, sarebbero in una fase talmente avanzata da rendere la riconferma una mera formalità.
Un format rivoluzionato per mascherare la staticità
Se il volto rimarrà lo stesso, è probabile però che la Rai e la stessa Venier tentino di imbastire una piccola controffensiva sul piano editoriale. Le indiscrezioni più accreditate suggeriscono che, per evitare l’effetto “deja vu” e giustificare l’ennesimo bis, si metterà mano al format con un approccio diverso. L’intenzione sarebbe quella di abbandonare – almeno nelle intenzioni – la struttura classica per avvicinarsi a un contenitore più “corale” e moderno. Un modo, forse, per ammodernare un prodotto che nonostante la fedeltà di una certa fetta di pubblico (quella che non concepisce la domenica pomeriggio senza la signora in poltrona), stenta a ringiovanire il proprio target. Che si tratti di una ristrutturazione profonda o solo di una mano di vernice, lo scopriremo solo a settembre. Quel che è certo, per ora, è che il tanto atteso passaggio di consegne è stato nuovamente rinviato, con buona pace di Francesca Fialdini e degli altri pretendenti che attendevano in fila l’eredità.




