Andrej Babis canta 'Sarà perché ti amo' nella campagna per le elezioni ceche
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre le urne della Repubblica Ceca si aprono per un voto cruciale, il tycoon Andrej Babis, che i sondaggi danno in netto vantaggio, sceglie una via inedita per comunicare con gli elettori, affidandosi nientemeno che a un brano iconico della musica pop italiana. Il miliardario, leader del movimento populista Ano, è stato infatti ripreso mentre intonava con disinvoltura «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri, in un gesto che, al di là della superficie bizzarra, sembra calibrato per ammorbidire la sua immagine pubblica e sedurre quella fetta di elettorato ancora indecisa. Questo episodio, che circola ampiamente sui social network, si inserisce in una campagna elettorale aggressiva, la quale vede il suo partito, fondato sulla retorica dell’antipolitica e del malcontento, staccare di circa dieci punti percentuali la coalizione di centro-destra che lo aveva estromesso dal governo quattro anni fa.
Il contesto politico e il ritorno di Babis
La legislatura che volge al termine, nata dalle elezioni dell’ottobre 2021, è stata caratterizzata dall’esecutivo guidato da Petr Fiala, una alleanza tra la coalizione Spolu e i liberali di STAN, che ha tentato di orientare il paese su una linea maggiormente filoeuropea. Quella esperienza, tuttavia, si è scontrata con una serie di crisi internazionali e difficoltà economiche, creando un terreno fertile per il ritorno di un personaggio carismatico e divisivo come Babis, il quale punta a capitalizzare il risentimento di molti cittadini. La sua proposta politica, che mescola euroscetticismo e promesse di sostegno economico immediato alle famiglie, appare per molti versi in sintonia con un clima d’incertezza che attraversa il continente.
Le implicazioni per l'Unione Europea
La possibile rielezione di Babis, la cui parabola politica è stata segnata anche da indagini giudiziarie per presunte irregolarità finanziarie – inchieste che lui ha sempre respinto definendole persecuzioni politiche – rappresenta un elemento di forte discontinuità non solo per Praga, ma per gli equilibri interni all’Unione Europea. La sua precedente esperienza di governo, infatti, è stata marcata da uno scontro frequente con Bruxelles su temi cruciali come lo stato di diritto e la gestione dei fondi comunitari, senza contare le posizioni ambigue in materia di politica estera, specialmente per quanto concerne le relazioni con la Russia.
La sfida per formare un governo
La sfida che attende il sistema politico ceco, una volta scrutinati i voti, sarà quindi quella di formare una maggioranza parlamentare stabile in una Camera dei Deputati frammentata. Lo stesso Babis, nonostante il largo consenso pronosticato dai sondaggi, dovrà necessariamente trovare alleati per garantire la governabilità del paese, un percorso che non si prospetta affatto lineare e che potrebbe riservare diverse sorprese. La sua capacità di costruire relazioni, non solo a livello nazionale ma anche sul palcoscenico internazionale, sarà un banco di prova decisivo per un eventuale secondo esecutivo, il cui impatto si misurerà sulla capacità di affrontare le pressanti questioni economiche e sulla definizione di una posizione coerente in seno alla NATO e all’UE.




