Windows 11 riscrive la finestra Esegui: cosa cambia davvero dopo 30 anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Se esiste un elemento del sistema operativo di Microsoft capace di sfidare i decenni senza mutare pelle, quello è senza dubbio la finestra di dialogo Esegui. Introdotta originariamente con Windows 95 insieme alla celebre combinazione di tasti Win + R, questa utility è rimasta praticamente identica a se stessa per trent’anni, un porto sicuro per sviluppatori e utenti che necessitano di un accesso rapido ai comandi di sistema. Oggi, però, qualcosa si muove: dopo aver a lungo accarezzato l’idea di uniformare l’estetica del sistema, il colosso di Redmond ha deciso di mettere mano a questo strumento, riscrivendolo da zero per la prima volta dal suo debutto, una scelta che ha inevitabilmente diviso l’opinione di chi lo utilizza quotidianamente.
La nuova versione, attualmente in fase di distribuzione per gli utenti Insider di Windows 11 (canali Dev e Beta) e destinata a raggiungere tutti gli utenti nel corso dell’anno, non è un semplice restyling: come riportato dagli addetti ai lavori che hanno avuto modo di analizzare le build 26300.8346 e successive, si tratta di una riscrittura completa del codice abbandonando le vecchie librerie Win32 a favore delle moderne WinUI 3 e.NET. Questo cambiamento architetturale, spiegano gli analisti, porta con sé un’interfaccia finalmente coerente con il linguaggio Fluent Design (angoli arrotondati, supporto nativo alla modalità scura e palette cromatica pulita), ma introduce anche modifiche funzionali significative che ne stanno ridisegnando l’uso pratico.
Addio al pulsante “Sfoglia” e altre decisioni radicali
La modifica più evidente – e forse la più controversa tra i puristi – riguarda la rimozione del pulsante “Sfoglia”, presente sin dalle origini. La decisione, apparentemente drastica, si basa in realtà su un’analisi massiva dei dati di telemetria: Microsoft ha esaminato circa 35 milioni di interazioni degli utenti scoprendo che quel pulsante veniva cliccato solo dallo 0,0038% degli utilizzatori. Una percentuale talmente irrisoria da renderne giustificata l’eliminazione, un’operazione che ricorda da vicino quella effettuata anni fa sul menu Start, dove funzioni poco usate vennero accantonate per snellire l’esperienza. Al suo posto, la nuova finestra offre una cronologia dei comandi recenti visibile a comparsa, icone contestuali che identificano immediatamente l’app che si intende avviare – un dettaglio che migliora la chiarezza visiva – e un campo di input decisamente più ampio, pensato per accogliere comandi lunghi o percorsi complessi senza costringere l’utente a navigare in una striscia angusta.
Prestazioni e la lezione di PowerToys
A sorprendere, in positivo, sono i dati relativi alle prestazioni. Contrariamente a quanto spesso accade quando si modernizzano componenti storici – si pensi ai rallentamenti patiti da Esplora file dopo l’introduzione di alcuni elementi moderni – la nuova finestra Esegui risulta più scattante. I test interni di Microsoft riportano un tempo di apertura medio di 94 millisecondi, contro i 103 della versione classica. Questo miglioramento, seppur minimo, è stato ottenuto grazie all’adozione della compilazione AOT (Ahead-Of-Time), che trasforma il codice gestito in eseguibile nativo prima dell’esecuzione. Una parte importante dello sviluppo, ha rivelato il team, è maturata all’interno del progetto open source PowerToys, dove è stata sperimentata una funzionalità chiamata Command Palette; questo laboratorio ha permesso di testare sul campo i nuovi provider di comandi senza intaccare la stabilità del sistema operativo principale.
La coabitazione e il futuro della finestra classica
Nonostante l’ammodernamento, Microsoft non ha imposto il passaggio forzato. La nuova Esegui convive con quella vecchia, che rimane attiva per impostazione predefinita; per attivare la versione moderna, l’utente deve spostarsi nelle Impostazioni di sistema (percorso Sistema > Avanzate) e abilitare manualmente l’opzione dedicata. Questa scelta, che alcuni osservatori hanno letto come un eccesso di cautela, è in realtà sintomatica della complessità con cui l’azienda gestisce il proprio debito tecnico. Mantenere due codici sorgente attivi (quello legacy Win32 e quello nuovo WinUI) aumenta la frammentazione dell’esperienza, ma garantisce la compatibilità con script e flussi di lavoro critici che potrebbero essere stati automatizzati in queste tre decadi. La finestra Esegui originale, insomma, non scomparirà domani, ma per la prima volta nella sua storia, chi sceglie il futuro deve rinunciare a qualcosa: la familiarità del pulsante “Sfoglia” e di un’estetica che, per quanto datata, è sinonimo di stabilità.




