Superbonus, parte la verifica su tremila immobili senza rendita
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate ha ultimato i controlli preliminari su un primo lotto di milleduecento immobili e ha iniziato a inviare le prime comunicazioni ufficiali. Questi avvisi sono rivolti a coloro che, pur avendo usufruito delle agevolazioni, non hanno ancora aggiornato la situazione catastale dei propri fabbricati. L’operazione è destinata ad ampliarsi notevolmente nei prossimi trentasei mesi, con l’obiettivo di esaminare nel complesso circa sessantamila unità.
L'aumento del valore immobiliare e gli obblighi fiscali
Il meccanismo del Superbonus, concepito per trainare la ripresa del settore edilizio, ha consentito di convertire il credito maturato per i lavori di riqualificazione energetica e adeguamento sismico. Questi interventi hanno fatto crescere in modo sostanziale il valore di mercato degli immobili. Spesso l’incremento supera la soglia minima del quindici percento che impone l’obbligo di dichiarare il nuovo valore. Questo aumento rappresenta una diversa capacità contributiva del proprietario, che deve trovare riscontro in un corrispettivo aggiornamento della rendita catastale.
Le lettere di sollecitazione e la regolarizzazione
Le prime lettere di sollecitazione, alcune delle quali già recapitate, costituiscono un invito formale alla regolarizzazione. Si tratta di un atto dovuto che precede eventuali e più incisivi accertamenti da parte dell’amministrazione finanziaria. In sostanza, è un’operazione di compliance su larga scala, finalizzata a riallineare i dati censuari con la realtà materiale degli immobili, molti dei quali non sono più riconducibili alle vecchie categorie catastali.
Il quadro generale delle politiche abitative
Il Documento programmatico di finanza pubblica ha inserito questa articolata attività di verifica nel più ampio quadro delle politiche abitative. Tali politiche, pur mirando a facilitare l’accesso alla casa, non possono prescindere dal corretto funzionamento del sistema fiscale. La cosiddetta “caccia ai furbetti” si configura quindi come un’azione di riordino e di equità, destinata a coinvolgere, con gradualità, una fetta significativa del patrimonio edilizio nazionale che ha beneficiato degli incentivi.




