Furgone carico di refurtiva abbandonato sull’A6 dopo una foratura: recuperati prodotti elettronici per 300mila euro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un autofurgone con il motore ancora acceso, parcheggiato sulla corsia di emergenza, ma senza traccia del conducente o di eventuali passeggeri. È stato questo il quadro anomalo che, nei giorni scorsi, ha attirato l’attenzione di un operaio addetto alla manutenzione dell’autostrada A6, nel tratto che collega Torino a Savona. L’uomo, impegnato in lavori di routine all’altezza di Altare, non ha esitato a contattare il Centro Operativo Autostradale, il quale ha immediatamente dirottato sul posto una pattuglia della Polizia Stradale di Mondovì.
Segni di effrazione e la scoperta del carico nascosto
Gli agenti, giunti sul luogo del fermo, hanno potuto constatare – già a un primo sommario esame visivo – evidenti segni di scasso. Il deflettore laterale era stato forzato, mentre in corrispondenza della presa per la diagnosi elettronica OBD si notavano danni compatibili con un tentativo di manipolazione del sistema di accensione. All’interno del mezzo, stipato con cura, vi era un ingente quantitativo di materiale elettronico di fascia alta. Le indagini successive hanno permesso di quantificarne il valore complessivo in circa trecentomila euro.
Colpo in un hub commerciale e fuga in autostrada
La ricostruzione degli eventi, condotta dagli inquirenti della polizia stradale in collaborazione con i colleghi del luogo, ha innestato un collegamento tra il ritrovamento e un furto messo a segno poco prima in un hub della logistica situato nella periferia di Carcare, area nell’entroterra savonese. I malviventi – come si è potuto appurare – avevano appena caricato la refurtiva nel furgone, che a sua volta era stato rubato qualche ora prima nel Milanese. La loro intenzione era probabilmente quella di raggiungere un’area sicura oltre il confine ligure, magari per smistare la merce su un altro veicolo.
Un pneumatico traditore e l’abbandono forzato
Nel corso della fuga lungo la A6, il destino dei ladri è però inciampato contro un imprevisto meccanico tanto banale quanto decisivo: una delle gomme del furgone si è forata. L’impossibilità di proseguire – e forse il timore di attirare l’attenzione di altre autovetture o dei sistemi di sorveglianza, fermandosi troppo a lungo in un punto esposto – li ha convinti ad accostare sulla corsia di emergenza. Hanno lasciato il motore acceso, forse nella speranza di tornare a riprendere il carico con un altro mezzo, poi si sono dileguati a piedi o facendosi raccogliere da un complice. Non risultano, al momento, fermi o denunce.
L’efficacia della segnalazione e il lavoro della Stradale
Senza l’occhio attento del dipendente dell’autostrada – che ha saputo riconoscere in pochi secondi l’anomalia di un veicolo fermo ma con il motore acceso e senza nessuno intorno – quella mole di prodotti elettronici sarebbe probabilmente sparita nel nulla. L’allarme scattato al Centro Operativo Autostradale ha invece permesso ai poliziotti di Mondovì di mettere in sicurezza il mezzo e di avviare le operazioni di recupero, oltre che di restituire la refurtiva alla società derubata. Le indagini proseguono per risalire agli autori del colpo, anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere installate lungo il tratto autostradale e nei pressi dei caselli.




