L'Italia punta sulle energie rinnovabili ma incontra ostacoli
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Redazione Interno
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L'Italia ha raggiunto un traguardo significativo nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il Paese ha prodotto il 53,5% della sua elettricità da fonti rinnovabili, stabilendo un record storico.
Il ruolo di Legambiente
Ciafani ha espresso queste considerazioni durante un'intervista a Mantova, in occasione della seconda giornata del Seminario Estivo di Fondazione Symbola. Ha sottolineato che l'Italia sta affrontando una "seconda tempesta perfetta" che deve essere evitata. Questa tempesta è rappresentata da una serie di normative che, secondo Ciafani, ostacoleranno la rivoluzione energetica in corso nel Paese.
Le normative in questione
Tra le normative citate da Ciafani ci sono il decreto ministeriale sulle aree idonee, il decreto legge sull'agricoltura e il nuovo Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (Pniec). Quest'ultimo prevede quote percentuali di elettricità da nucleare, una scelta che Ciafani e Legambiente ritengono inadeguata.
La posizione di altre organizzazioni ambientaliste
Anche altre organizzazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace Italia, Kyoto Club, Transport&Environment e WWF Italia, hanno espresso preoccupazioni simili. Hanno definito il Pniec "irrazionale" e "non partecipato", sostenendo che non raggiungerà gli obiettivi al 2030.
Il ritorno del nucleare
Il ritorno del nucleare è uno degli elementi più controversi del Pniec. L'Italia ha rifiutato l'energia nucleare in due occasioni, con i referendum del 1987 e del 2011. Nonostante ciò, i ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) hanno inviato alla Commissione europea il testo definitivo del Pniec, che include l'energia nucleare tra le fonti di energia previste.
Obiettivi per il 2030
Nonostante le controversie, il Pniec prevede che nel 2030 l'Italia raggiunga una quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia del 39,4%. Questa stima tiene in considerazione sia le misure attualmente programmate sia quelle ancora in via di definizione.




