Rocío Muñoz Morales chiede l’affido esclusivo delle figlie, accusando Raoul Bova di "inidoneità genitoriale"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vicenda privata tra Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales, dopo mesi di indiscrezioni mai confermate, è definitivamente esplosa in tribunale. La pubblicazione dei messaggi privati tra l’attore e la modella Martina Ceretti – al centro di un’inchiesta per tentata estorsione – ha fatto emergere ciò che i due avevano cercato di tenere lontano dai riflettori: la fine della loro relazione. Ora, però, non si tratta più solo di gossip. La battaglia si è spostata sul piano legale, con Rocío che, assistita dall’avvocato Antonio Conte, intende ottenere l’affido esclusivo delle due figlie, Luna, di 10 anni, e Alma, di 7.
La strategia della Morales punta a dimostrare quella che, in termini giuridici, viene definita "inidoneità genitoriale" da parte di Bova. Pur evitando tecnicismi, l’accusa è chiara: l’attore non sarebbe un padre affidabile. La richiesta, che dovrebbe essere formalizzata entro fine agosto al tribunale civile di Roma, segna un’escalation in un conflitto che si è acuito dopo le rivelazioni diffuse da Fabrizio Corona, il quale aveva reso pubblici alcuni audio privati.
Da parte sua, Bova – noto al pubblico per il ruolo in Don Matteo – non è rimasto in silenzio. I suoi legali si preparano a controbattere le accuse, mentre l’attore ha sporto una nuova denuncia per stalking contro Corona, chiedendo la rimozione dai social di ogni riferimento alla vicenda. Un tentativo, probabilmente, di arginare un’esposizione mediatica che rischia di influenzare anche il giudizio sul caso di affido.




