Fabrizio Corona fugge all'alt dei carabinieri a Milano: denunciato dopo un inseguimento di 700 metri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo episodio giudiziario vede protagonista Fabrizio Corona, fermato nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre a Milano dai carabinieri del Nucleo Radiomobile. L'uomo, 52 anni, era alla guida di una Range Rover Velar quando, all'angolo tra via Pietro Moscati e corso Sempione, ha ignorato l'alt intimato da una pattuglia, dando il via a un breve inseguimento.

La dinamica dell'inseguimento

Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine, tutto è iniziato quando Corona avrebbe effettuato una manovra azzardata, attirando l'attenzione dei militari. All'invito a fermarsi, il conducente ha invece accelerato, proseguendo per circa 700 metri prima di essere raggiunto e bloccato. Durante gli accertamenti successivi, i carabinieri hanno scoperto che l'uomo si trovava alla guida senza patente e che il veicolo era già sottoposto a fermo amministrativo.

Per lui è scattata la denuncia a piede libero per guida senza patente e violazione della segnaletica stradale, mentre il SUV è stato sequestrato.

Un quadro giudiziario già complesso

L'episodio si inserisce in un momento particolarmente delicato per l'ex agente fotografico, che negli ultimi mesi ha affrontato diverse scadenze processuali. Lo scorso 15 settembre ha patteggiato una pena di dieci mesi di reclusione, convertita in una sanzione pecuniaria di 90mila euro, nell'ambito del processo per bancarotta fraudolenta legato alla società Fenice. La vicenda riguardava la distrazione di un appartamento in via De Cristoforis, a Milano, acquistato con fondi della società poi fallita.

Nel medesimo procedimento è stata assolta la madre, Gabriella Privitera, per la quale il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione ritenendola inconsapevole del ruolo di amministratrice.

Le cause civili pendenti

Sul fronte civile, il prossimo 20 ottobre è fissata davanti al Tribunale di Milano la prima udienza della maxi causa intentata da Mediaset e da un gruppo di volti televisivi, tra cui Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. La richiesta danni complessiva ammonta a 160 milioni di euro per diffamazione e campagna d'odio, con al centro una puntata del format «Falsissimo» diffusa lo scorso 26 gennaio.

Nella memoria depositata dai legali, si contesta a Corona di aver spacciato per verità assoluta accuse costruite sul nulla, operando al di fuori di qualsiasi regola etica e deontologica.

Il processo per diffamazione a Giorgia Meloni

Parallelamente, prosegue il procedimento penale per diffamazione aggravata a carico di Corona e del giornalista Luca Arnau, direttore del sito Dillingernews.it. Al centro della vicenda un articolo pubblicato nell'ottobre 2023 che attribuiva alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni un presunto flirt con l'allora deputato di Fratelli d'Italia Manlio Messina. La testimonianza della premier, inizialmente prevista per il 28 settembre, è stata riprogrammata al 25 gennaio 2027 a causa dell'astensione degli avvocati penalisti e dei concomitanti impegni istituzionali.

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