Folle inseguimento nel Bergamasco, fugge a 140 km/h senza patente: arrestato per resistenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sorpassi azzardati, lunghi tratti percorsi contromano e incroci bruciati con il semaforo rosso, il tutto a una velocità che sfiorava i 140 chilometri orari. Venerdì scorso, 3 aprile, la Sezione Radiomobile dei carabinieri di Bergamo ha tentato di fermare una Volkswagen Taigo nei pressi di Gorle, ma il conducente – un cittadino marocchino di 39 anni, privo di patente e senza fissa dimora – ha accelerato bruscamente dando il via a un inseguimento durato diversi minuti. L’auto, inizialmente fermata per un controllo di routine, è sfrecciata lungo le arterie che collegano i comuni di Ranica, Villa di Serio, Alzano Lombardo e Albino, costringendo i militari a un vero e proprio inseguimento ad alta velocità in pieno giorno.

La dinamica della fuga e le manovre a rischio

L’uomo, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, non ha esitato a mettere a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri automobilisti pur di dileguarsi. Oltre a sfrecciare a velocità sostenute su strade provinciali spesso trafficate, il 39enne ha effettuato sorpassi in curva e ha proseguito la marcia contromano, costringendo i veicoli che sopraggiungevano a compiere manovre di emergenza per evitare lo scontro. I carabinieri lo tallonavano senza mai perdere di vista la Volkswagen, segnalando via radio alle pattuglie dislocate sul territorio la traiettoria della vettura. A bordo con lui vi era un passeggero, il quale – approfittando di un momento di esitazione del conducente – è sceso dall’abitacolo poco dopo l’inizio dell’inseguimento, dileguandosi a piedi tra i campi circostanti per far perdere le proprie tracce.

L’incidente e la resistenza all’arresto

La fuga si è conclusa solo nel territorio di Albino, dove il fuggitivo ha perso il controllo della vettura. L’impatto, violento, ha causato il ribaltamento dell’auto, che si è accartocciata sull’asfalto. Miracolosamente illeso, l’uomo è riuscito a divincolarsi dai rottami e ha tentato una corsa disperata a piedi nei boschi vicini, nel tentativo di nascondersi alla vista delle pattuglie. I carabinieri lo hanno però raggiunto in pochi istanti; al momento della cattura, l’indagato ha opposto una resistenza fisica, cercando di allontanarsi con calci e spinte, un comportamento che ha aggravato ulteriormente la sua posizione processuale. La folle corsa è durata complessivamente qualche chilometro, ma sufficiente per creare il panico tra gli automobilisti presenti su quelle strade.

Le conseguenze giudiziarie e la posizione dell’indagato

Trascinato in caserma, il 39enne è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato per resistenza a pubblico ufficiale, oltre a dover rispondere della violazione degli obblighi inerenti la guida senza patente (già revocata in precedenza) e della mancata ottemperanza all’alt. Sottoposto a rito direttissimo, il giudice ha convalidato la misura restrittiva disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per lui, cittadino extracomunitario irregolare sul territorio nazionale, è stato contestualmente richiesto e ottenuto il nulla osta all’espulsione, un provvedimento che mira a allontanarlo immediatamente dai confini italiani. L’episodio si inserisce in un contesto di controlli serrati nella provincia bergamasca, dove i carabinieri continuano a monitorare le strade per prevenire condotte similari che mettono a serio rischio l’incolumità pubblica.

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