Nuovi adempimenti per imprese e professionisti: l'Inps aggiorna le regole per il 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Inps ha delineato, attraverso una serie di circolari, il panorama contributivo per il prossimo anno, introducendo modifiche che toccano tanto i lavoratori autonomi quanto le imprese e il settore domestico. La circolare numero 8 del 3 febbraio 2026 fissa infatti le aliquote per la cosiddetta Gestione separata, il fondo al quale aderiscono, tra gli altri, i collaboratori coordinati e continuativi e una vasta gamma di professionisti senza cassa previdenziale propria. Vengono stabiliti, come di consueto, sia il valore minimale che quello massimale dei redditi o compensi su cui calcolare i contributi, un passaggio fondamentale per chiunque operi in regime di partita Iva o con rapporti di collaborazione non subordinata. Gli importi, che si aggiornano annualmente, definiscono il perimetro entro il quale si sviluppa la futura pensione di milioni di lavoratori.

L'IRES premiale e gli iper-ammortamenti nei modelli dichiarativi

Parallelamente, le bozze dei modelli REDDITI per la prossima dichiarazione iniziano a recepire le novità fiscali approvate in precedenza, come l'agevolazione definita "IRES premiale". Questo istituto, che interessa esclusivamente il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024, prevede una consistente riduzione dell'aliquota ordinaria dal ventiquattro al venti per cento per le società che decidano di accantonare almeno l'ottanta per cento dell'utile maturato nell'esercizio precedente. La misura, peraltro, non si esaurisce nel mero accantonamento ma richiede anche il reinvestimento di una quota di quegli utili in beni strumentali di ultima generazione, quelli classificati come 4.0 e 5.0, accompagnato da nuove assunzioni di personale. Una manovra complessa, quindi, che lega la fiscalità agevolata a scelte aziendali di medio-lungo periodo in materia di investimenti e occupazione.

L'adeguamento per i lavoratori domestici

Un capitolo a sé, regolato dalla circolare numero 9 sempre del 3 febbraio, è quello riguardante i lavoratori domestici, per i quali vengono comunicati gli importi aggiornati dei contributi previdenziali per l'anno 2026. L'adeguamento, come spiegato dall'Istituto, deriva principalmente dalla variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, il parametro che misura l'inflazione e che, di riflesso, incide sul costo del lavoro. Si tratta di un meccanismo quasi automatico, finalizzato a mantenere il potere contributivo e, di conseguenza, quello pensionistico, in linea con l'andamento del costo della vita. Le variazioni, seppur spesso contenute, sono un elemento strutturale della contrattazione e della gestione del bilancio familiare per le famiglie che assumono colf e badanti.

Il quadro generale e gli effetti sui diversi soggetti

L'insieme di queste disposizioni disegna un contesto in evoluzione, dove le politiche fiscali si intrecciano con quelle previdenziali e sociali. Da una parte, si conferma la tendenza a utilizzare la leva contributiva per orientare i comportamenti delle imprese, spingendole verso investimenti innovativi e stabilizzando l'occupazione; dall'altra, si procede con gli adeguamenti tecnici, legati all'inflazione, che proteggono il valore futuro delle prestazioni pensionistiche per categorie spesso fragili. Per i professionisti e i collaboratori iscritti alla Gestione separata, l'aumento del massimale contributivo comporta, in alcuni casi, un esborso maggiore ma traduce quel costo in un montante pensionabile più elevato. Sono tutti tasselli di un sistema che, mentre cerca di incoraggiare la crescita economica attraverso agevolazioni mirate, non deve trascurare la sostenibilità di lungo periodo della protezione sociale per tutte le forme di lavoro.

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