Sinner: "Mi sono sentito fragile, ma ora guardo avanti"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner, che a un mese dalla scadenza della squalifica per il caso Clostebol ha scelto di rompere il silenzio, non nasconde il disagio vissuto in questi mesi. "Mi sono sentito fragile, ingiusto quello che sto passando", ha confessato il tennista durante un’intervista a Sky Sport, rilasciata in occasione della Milano Design Week. Pur ammettendo di non essere d’accordo con la decisione della Wada, ha riconosciuto di aver accettato la sospensione di tre mesi come "male minore", evitando così un provvedimento più severo.

Vestito con un completo blu e camicia bianca, Sinner è apparso sereno nonostante l’assenza forzata dai campi. "Ho vissuto questo periodo in maniera molto tranquilla", ha spiegato, sottolineando però quanto il tennis gli sia mancato, anche se – come ha precisato – non ci ha pensato "troppo". Tra un impegno pubblicitario e l’altro, incluso lo spot per Lavazza, sponsor storico ormai considerato "famiglia", il numero uno al mondo ha ammesso di aver affrontato con pazienza l’attesa, pur non negando il sapore agrodolce di queste settimane lontano dal circuito.

Dal 14 aprile potrà riprendere gli allenamenti pubblici, ma già ora, tra un evento e una sfilata, si intravede la voglia di tornare a competere. Senza polemiche, senza recriminazioni, ma con la consapevolezza di chi sa che il percorso è ancora lungo. Le sue parole, asciutte e dirette, lasciano trasparire più di quanto dichiarino: c’è la stanchezza per una vicenda che lo ha costretto a fermarsi, ma anche la determinazione di chi non intende lasciarsi definire da un episodio.

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