I mercati globali reagiscono alla revisione del lavoro Usa, dollaro in rialzo
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Redazione Economia
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Un aggiustamento statistico di portata considerevole, che ha riguardato i dati occupazionali statunitensi fino allo scorso marzo, ha prodotto i suoi effetti – seppur contenuti – sui listini globali. L’indice MSCI, che monitora l’andamento dei mercati azionari mondiali, ha infatti registrato una flessione, sebbene lieve, mentre il dollaro ha mostrato un rafforzamento nel corso della giornata di martedì. La revisione annuale, condotta dal Bureau of Labor Statistics, ha infatti corretto al ribasso, e in maniera significativa, il numero di posti di lavoro creati dall’economia a stelle e strisce: si parla di 911.000 occupati in meno nel periodo di dodici mesi preso in esame, un dato che dipinge un mercato del lavoro molto più debole di quanto non si fosse stimato in precedenza.
Questa rilettura dei numeri, la cui pubblicazione è avvenuta proprio martedì, suggerisce con chiarezza che il rallentamento nella crescita dell’occupazione era già in atto prima dell’implementazione della recente serie di dazi doganali fortemente voluti dal presidente Donald Trump. La notizia arriva a pochi giorni di distanza dal dato di agosto, che aveva già evidenziato una crescita dei posti di lavoro pressoché stagnante e, ancor più significativo, aveva segnalato come il mese di giugno avesse addirittura fatto registrare una perdita di occupazione, la prima dopo quattro anni e mezzo.
Nonostante il quadro emerso, che delinea una situazione sottostante meno solida del previsto, le aspettative sui prossimi movimenti della Federal Reserve in materia di tassi di interesse sono rimaste sostanzialmente immutate. I mercati, dal canto loro, non sembrano essere stati scossi più di tanto, mostrando un andamento altalenante ma senza veri e propri scossoni, neppure alla luce delle turbolenze politiche che interessano altri scenari, come quello francese, le quali peraltro complicano le prospettive per i mercati valutari e obbligazionari globali.




