Treviso, la gamba della bimba di 18 mesi salvata dopo l’incidente con il tosaerba

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’urgenza di un pomeriggio di sabato, nel silenzio apparentemente innocuo di un giardino domestico a Loria, alle porte di Treviso, si è trasformata in un intervento chirurgico dai contorni complessi e in un iter giudiziario appena avviato. La bambina di appena diciotto mesi, rimasta incastrata nel trattorino tosaerba condotto dal padre, non ha subito l’amputazione dell’arto inferiore – come si era temuto nei convulsi momenti immediatamente successivi all’incidente – grazie a un’operazione d’urgenza eseguita all’ospedale di Padova. E proprio lì, nella struttura padovana dove la piccola era stata trasportata in codice rosso, i chirurghi hanno lavorato per ore, riuscendo a preservare la gamba che era rimasta schiacciata sotto le lame o le ruote del mezzo, senza che al momento siano stati resi noti i dettagli tecnici dell’intervento.

Una prognosi ancora aperta ma condizioni stabili in terapia intensiva

La bambina, ora sotto osservazione nel reparto di terapia intensiva pediatrica dello stesso ospedale, presenta parametri vitali costanti e i medici parlano di una stabilizzazione che, pur rappresentando un primo passo incoraggiante, non consente ancora di sciogliere la prognosi. Il suo minuto, segnato da lesioni gravi – della cui natura precisa non sono state diffuse informazioni – resta monitorato costantemente. Gli accertamenti clinici si concentrano sulla funzionalità dell’arto salvato, senza che siano state rese note le tempistiche per una possibile dimissione o per interventi successivi. Si tratta, osservano fonti sanitarie, di una paziente giovanissima, e proprio l’età ha imposto ai chirurghi una prudenza estrema nella gestione dei tessuti e nella pianificazione delle cure post-operatorie.

Il padre iscritto nel registro degli indagati per lesioni colpose gravissime

Sul fronte giudiziario, la Procura di Treviso ha formalizzato l’iscrizione del padre nel registro degli indagati, ipotizzando il reato di lesioni colpose gravissime. Un atto, questo, che gli stessi inquirenti definiscono dovuto: senza quell’iscrizione, spiegano, il genitore non avrebbe potuto nominare un proprio consulente tecnico in vista dei prossimi accertamenti sulle condizioni della figlia. Né si sarebbe potuto procedere al sequestro del mezzo agricolo, il tosaerba condotto dall’uomo e intestato a lui medesimo. Non sono state per ora disposte altre misure restrittive o precauzionali a carico del padre, e la sua posizione rimane al vaglio degli investigatori, i quali stanno raccogliendo elementi sulla dinamica di quanto accaduto in quel giardino di Loria.

Il sequestro del mezzo e le prossime verifiche tecniche

Il trattorino tosaerba, finito sotto sequestro, sarà sottoposto a verifiche tecniche per stabilire se eventuali malfunzionamenti o anomalie abbiano concorso all’incidente. Parallelamente, i consulenti – quelli nominati dalla Procura e quello di parte scelto dal padre – esamineranno le modalità con cui la bimba di diciotto mesi sia finita sotto il veicolo. Non è stato chiarito se la piccola si trovasse nelle immediate vicinanze del mezzo senza che il conducente se ne accorgesse, oppure se sia salita a bordo o ancora se sia scivolata in un’area di manovra. Le indagini, condotte dai carabinieri di Castelfranco Veneto, procedono senza particolari fughe di notizie, in un clima di riserbo imposto anche dalla delicatezza della vicenda familiare. Non emergono, al momento, precedenti segnalazioni sociali o interventi dei servizi territoriali nei confronti del nucleo famigliare, e l’attenzione resta concentrata sulla sopravvivenza della gamba e sulla stabilità della paziente più piccola.

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