Iran, terza portaerei Usa in arrivo nel Golfo e quasi diecimila soldati
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Redazione Esteri
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Un’altra portaerei americana è in viaggio verso il Medio Oriente, mentre torna a salire la tensione con l’Iran. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono starebbe per inviare nella regione un terzo gruppo d’attacco con la portaerei Theodore Roosevelt e tre navi anfibie con a bordo i Marines, tra cui la Uss Makin Island. Il contingente complessivo, compreso tra 9mila e 10mila soldati, potrebbe dunque arrivare entro la fine di novembre.
Una concentrazione militare senza precedenti da aprile
La Theodore Roosevelt ha lasciato la base di San Diego domenica scorsa, mentre il gruppo anfibio Makin Island ha preso il mare lunedì. Attualmente nella regione sono già presenti le portaerei George H. W. Bush e George Washington. Se quest’ultima dovesse restare dopo l’arrivo della Roosevelt, si tratterebbe della prima concentrazione di tre gruppi d’attacco carrier nella zona da aprile, ovvero da quando Washington e Teheran avevano raggiunto un cessate il fuoco.
Il rafforzamento delle forze americane nel Golfo si accompagna a un quadro negoziale bloccato. Trump avrebbe respinto una proposta iraniana di tregua di sette giorni, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei colloqui sul nucleare in cambio della revoca del blocco navale americano. Il presidente americano avrebbe confidato ai suoi collaboratori di ritenere probabile una ripresa dei bombardamenti dopo le elezioni di midterm di novembre.
Petrolio, i flussi attraverso Hormuz risalgono
Sul fronte energetico, i dati mostrano una ripresa dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz, anche se su valori ancora inferiori a quelli precedenti al conflitto. Secondo l’analista Vortexa, attualmente passa per lo stretto una quota compresa tra il 65% e il 70% di tutti i prodotti petroliferi rispetto ai livelli prebellici. Per quanto riguarda il solo greggio non raffinato e i condensati, la percentuale risale a circa l’80%, con una media settimanale di 11,2 milioni di barili al giorno.
Kpler ha registrato a settembre esportazioni dai principali produttori mediorientali pari a 12,8 milioni di barili al giorno, in calo rispetto ai 18,8 milioni di febbraio. Il recupero dei flussi è legato all’impiego di una cosiddetta flotta navetta: petroliere scortate dalla Marina americana che attraversano lo stretto per trasferire il carico su altre navi in acque più sicure, spesso con i trasponditori satellitari spenti. Oltre il 70% del greggio transitato ad agosto è stato trasferito da una nave all’altra, una pratica quasi inesistente prima della guerra.
Il quadro delle forze in campo
La concentrazione navale americana nel Golfo non ha al momento equivalenti nella recente storia della crisi. Oltre alle portaerei e al gruppo anfibio Boxer, già presenti, l’arrivo della Roosevelt e delle tre navi anfibie del gruppo Makin Island porterebbe il totale delle forze statunitensi nella regione a oltre cinquantamila uomini. Un funzionario americano, citato dall’agenzia Associated Press, ha spiegato che le navi, i caccia e i marine raggiungeranno la zona entro la fine di ottobre.
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