Petrolio, Arabia Saudita pronta a cambiare strategia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del petrolio, in calo sui mercati internazionali, è stato influenzato da una serie di fattori, tra cui le mosse dell'Arabia Saudita e della Libia. Secondo indiscrezioni del Financial Times, l'Arabia Saudita sarebbe pronta ad abbandonare il suo obiettivo di prezzo "non ufficiale" di 100 dollari al barile, preparandosi quindi ad aumentare la produzione. Questa decisione, se confermata, rappresenterebbe un cambiamento significativo nella strategia del paese, che finora aveva cercato di mantenere i prezzi del greggio a un livello desiderato.

Il WTI americano, che giovedì 26 settembre ha chiuso in ribasso del 2,9%, ha perso un ulteriore 0,27%, portandosi a 67,49 dollari al barile. Il Brent, invece, ha registrato una diminuzione dello 0,31%, attestandosi a 71,38 dollari. La possibilità che l'Arabia Saudita abbandoni l'obiettivo dei 100 dollari al barile, in vista di un aumento della produzione, ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio.

La crescita tendenziale dei prezzi al consumo è stata dell'1,5% in Spagna e dell'1,2% in Francia, secondo i dati preliminari di settembre. Entrambi i valori sono scesi rispetto alle rilevazioni di agosto e si trovano sotto il target del 2%. Questo dato sull'inflazione nell'Eurozona potrebbe confermare la previsione del mercato, secondo cui la Banca Centrale Europea (BCE) abbasserà il costo del denaro anche ad ottobre.

Il calo dei prezzi del petrolio, ai minimi da tre anni, è stato influenzato anche dalle mosse della Libia. L'Arabia Saudita, pronta a cambiare strategia, potrebbe aumentare la produzione, abbandonando l'idea di controllare il prezzo del greggio e spingerlo verso un livello desiderato.

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