Alfa Romeo riapre gli ordini per Giulia e Stelvio Quadrifoglio, saranno in listino fino al 2027
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La notizia, nell'aria ormai da mesi e ufficialmente preannunciata lo scorso ottobre, è stata finalmente confermata dagli uffici di Torino e dalla sede di Stellantis: Alfa Romeo riporta in auge i suoi due bolidi di punta. A partire dai primi di marzo, e più precisamente dal mese prossimo, gli appassionati del Biscione potranno tornare a ordinare la Giulia e la Stelvio nella loro configurazione più estrema, quella Quadrifoglio che incarna da un secolo la sintesi perfetta tra la tecnologia derivata dalle competizioni e la sportività destinata alla strada. Una decisione, quella presa dall'amministratore delegato Santo Ficili, che ribalta i piani precedenti, i quali volevano le due vetture avviate verso un pensionamento anticipato per far spazio a una gamma futura completamente elettrica. Invece, complice un mercato che fatica ad abbracciare la mobilità a batteria con l'entusiasmo previsto, le due icone di Arese ricevono una proroga di sostanza, con la produzione che continuerà nello stabilimento di Cassino per tutto il 2027 -2-3-8.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di un'autentica marcia indietro rispetto ai progetti di transizione energetica che sembravano ineluttabili soltanto fino a pochi mesi fa. L'attuale generazione di Giulia e Stelvio, basata sul raffinato pianale Giorgio – un'architettura che da sola costò oltre un miliardo di euro di investimenti sotto la gestione Marchionne – non sarà quindi sostituita nell'immediato da modelli a zero emissioni, bensì continuerà a solcare le nostre strade con il possente motore V6 biturbo da 2.9 litri. Un propulsore, derivato da un progetto Ferrari e capace di erogare 520 cavalli, che rappresenta l'apice della filosofia costruttiva del marchio, quella incentrata sulla ricerca della leggerezza, della precisione di sterzo e di un equilibrio meccanico che, ancora oggi, pone questi due modelli come riferimenti nelle rispettive categorie per piacere di guida e rapporto peso-potenza -2-5.
Un ritorno che profuma di V6 e tradizione
Le due vetture, che verranno riproposte senza sostanziali aggiornamenti estetici o meccanici – a riprova di una bontà progettuale che resiste al trascorrere del tempo – torneranno a sventolare il leggendario quadrifoglio, quel simbolo portafortuna che esordì nel lontano 1923 sulla RL vittoriosa alla Targa Florio di Ugo Sivocci. L'offerta, aperta al mercato europeo, includerà una ricca dotazione di serie e una gamma di allestimenti pensati per esaltare il carattere sportivo degli abitacoli, con l'utilizzo di materiali pregiati come la fibra di carbonio e l'Alcantara, e la possibilità di scegliere tra tinte iconiche come il Rosso Etna o il Verde Montreal -2. E se la meccanica resta quella di sempre, a stupire è piuttosto la strategia commerciale: Stellantis, dopo aver reintrodotto i motori diesel su diversi modelli del gruppo, allunga la vita di queste sportive di nicchia per coprire il vuoto creato dal rinvio delle loro eredi, la cui architettura è in fase di riprogettazione per poter ospitare, oltre ai motori elettrici, anche sistemi di propulsione ibridi e tradizionali -3-9.
Le ragioni di una scelta controcorrente
Il rinnovato posizionamento di Alfa Romeo, che tiene in vita queste due high performance fino al 2027, è la spia di un ripensamento industriale ben più ampio. L'elettrico, nonostante le quote di mercato siano in crescita, fatica a decollare con la rapidità sperata, e la casa di Arese ha deciso di ascoltare le richieste di una clientela, quella delle versioni Quadrifoglio, che cerca emozioni forti e un contatto diretto e non mediato con la meccanica. La sopravvivenza del V6 biturbo, un gioiello di ingegneria che continuerà a rispettare le normative Euro 7 grazie a interventi mirati ma senza ibridizzazione, è la dimostrazione più lampante di come il gruppo guidato da Carlos Tavares abbia scelto di procedere con i piedi di piombo in questa fase di transizione, lasciando spazio alla passione degli alfisti e garantendo al contempo volumi produttivi dignitosi per le proprie fabbriche italiane -4-5-7.
La potenza del 2.9 V6 torna a disposizione
Sotto il cofano, dunque, ruggirà ancora una volta il poderoso 2.9 V6, un'autentica opera d'arte meccanica capace di spingere la berlina Giulia – a trazione posteriore – e il SUV Stelvio – con trazione integrale Q4 – fino a velocità ben oltre i 280 orari, scattando da zero a cento in poco più di tre secondi e mezzo. Valori che non temono il confronto con la concorrenza tedesca e che, abbinati all'impianto di scarico Akrapovič, regalano un'esperienza sonora che è parte integrante del fascino dell'auto. I clienti che aderiranno alla riapertura degli ordini potranno contare su una produzione che, salvo ulteriori cambi di rotta, si protrarrà fino alla fine del 2027, momento in cui subentreranno i nuovi progetti basati sulla piattaforma STLA Large, quella già utilizzata per la nuova Dodge Charger, e che sarà adattata per ospitare motorizzazioni ibride ed elettriche, segnando così – questa volta in maniera più definitiva – il tramonto dell'era puramente termica per il Biscione -2-8-10.




