Dengue in Toscana, il sindaco Conti contro la Regione: "Serve più autonomia negli interventi"
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Redazione Salute
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Prosegue senza sosta in Toscana la sequenza di contagi da febbre Dengue, con l'ultimo episodio individuato a Orentano, frazione del comune di Castelfranco di Sotto, dove il primo cittadino Fabio Mini ha firmato un'ordinanza per la disinfestazione straordinaria delle aree frequentate dal paziente, un cittadino di origine indiana rientrato dal proprio paese d'origine e ora ricoverato all'ospedale Cisanello di Pisa.
La situazione epidemiologica, come sottolineato dal sindaco di Pisa Michele Conti, comincia a farsi preoccupante soprattutto perché, in quest'ultimo caso, la persona risultata positiva non aveva effettuato viaggi in Paesi dove il virus è endemico, un elemento che non può essere sottovalutato.
Lo scontro tra Comune e Regione sulle strategie di prevenzione
Il nodo del contendere riguarda il Piano regionale per la prevenzione, la sorveglianza e la risposta alle arbovirosi, approvato nel 2022, che avrebbe di fatto limitato la capacità dei Comuni di agire in modo preventivo. Secondo quanto sostenuto dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Diego Petrucci, il piano avrebbe "legato le mani" ai primi cittadini, vietando loro di effettuare trattamenti adulticidi a calendario prima dell'inizio della stagione estiva e relegandoli a meri interventi d'emergenza da attivare solo dopo la segnalazione dei casi.
Michele Conti ha ribadito la sua richiesta al presidente della Regione Eugenio Giani, chiedendo di rivedere questa posizione per consentire ai Comuni di effettuare trattamenti adulticidi anche in via preventiva, dichiarando che di fronte a una situazione che sta diventando sempre più seria, "dobbiamo avere la possibilità di agire prima e non soltanto dopo che si è verificato un caso di contagio".
La replica dell'assessore Del Rosso e le competenze regionali
Alla richiesta del sindaco pisano ha fatto eco l'assessore all'Ambiente di Pisa Elena Del Rosso, che ha puntato il dito contro l'assessora regionale alla sanità Monia Monni, la quale aveva precisato come la Regione non vietasse alcun intervento anti-zanzare.
Del Rosso ha rivendicato come il Comune di Pisa stia già applicando le misure di prevenzione larvicida suggerite dalla Regione, ma ha evidenziato come il vero problema sia più ampio, riguardando la gestione dell'ecosistema nel suo complesso e la presenza di specie aliene invasive nei corsi d'acqua, come il cosiddetto gambero killer, che alterano gli equilibri degli ambienti acquatici.
In un intervento articolato, l'assessore ha sottolineato come non si possa pretendere che il Comune risolva da solo problemi che richiederebbero una governance sovracomunale e una vera strategia integrata, che includa prevenzione larvicida, gestione dei fossi, controllo delle specie invasive e monitoraggio entomologico.
Il quadro epidemiologico e i protocolli sanitari
La Regione Toscana sta affrontando il più importante cluster di Dengue mai visto sul suo territorio, con 22 casi comunicati ufficialmente al ministero della Salute, distribuiti tra il Pisano, Firenze, Bagno a Ripoli, il Mugello, Prato e Pistoia. Le disinfestazioni, che mirano a uccidere le zanzare adulte e a rimuovere i focolai larvali sia nelle aree pubbliche che nelle proprietà private, sono in corso in mezza regione.
L'ultimo episodio a Orentano ha spinto il sindaco Fabio Mini a firmare immediatamente un'ordinanza per la disinfestazione, mentre a Pisa il sindaco Conti ha disposto un intervento analogo in un raggio di 200 metri dall'ospedale Cisanello per scongiurare il rischio di contagi autoctoni.
Il Dipartimento di Prevenzione della Usl Toscana Centro ha inoltre comunicato all'amministrazione comunale di Montecatini la registrazione di un sospetto caso di Dengue, malattia infettiva tropicale che nella maggior parte dei casi è asintomatica o lieve ma che, in rare occasioni, può evolvere in forme gravi o emorragiche.
La posizione della Regione e il dibattito sulle misure straordinarie
Il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo ha preso le difese dell'operato della Regione, sostenendo che "sulla salute dei cittadini non servono polemiche, ma serietà e scienza" e che, come chiarito dall'assessora Monni, nessuno ha mai vietato ai Comuni di intervenire. Mazzeo ha ribadito che gli interventi contro le zanzare adulte non sono una misura ordinaria da programmare a calendario, ma vanno utilizzati solo quando esiste uno specifico rischio sanitario, come in presenza di casi accertati di Dengue.
A sostegno di questa tesi, ha citato le parole di Giovanni Brajon, direttore sanitario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, secondo il quale colpire le zanzare adulte elimina quelle presenti in un determinato momento ma non interrompe il ciclo riproduttivo, poiché uova, larve e pupe restano e l'area viene rapidamente ricolonizzata, oltre al rischio che trattamenti ripetuti e non motivati possano favorire resistenze agli insetticidi.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, evidenziato anche dal primario del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale di Livorno Spartaco Sani, il quale ha spiegato come la maggior parte dei casi diagnosticati in Toscana abbia in comune il soggiorno nell'area di Fabbricciane, nel comune di Piombino, e che il focolaio sia stato inquadrato e gestito in tempi brevi, con la zona già sottoposta a disinfestazione e controlli.
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