Addio a Philippe Junot, il primo marito di Carolina di Monaco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
È morto a Madrid, all'età di ottantacinque anni, Philippe Junot, la cui figura rimane indissolubilmente legata alla storia della casata monegasca per essere stato, benché per un breve periodo, il primo consorte della principessa Carolina. L'annuncio del decesso, avvenuto l'8 gennaio, è giunto attraverso un commosso ricordo pubblicato su Instagram dalla figlia maggiore, Victoria, nata dal suo secondo matrimonio con Nina Wendelboe-Larsen. La donna ha condiviso alcuni scatti del padre, definendolo un "mitico papà" e descrivendo la sua esistenza come "lunga, bella e avventurosa", sottolineando come l'ultimo saluto sia avvenuto in pace, con la famiglia accanto.
Le nozze che scossero il Principato
Il banchiere e imprenditore francese, noto rubacuori nella Parigi mondana degli anni settanta, conquistò le cronache mondane quando, nel 1978, sposò a Monte Carlo la ventunenne erede al trono, in una cerimonia civile che suscitò non poche polemiche. Quel sì, infatti, venne pronunciato senza il pubblico assenso del principe Ranieri e della principessa Grace, i quali, secondo una ricostruzione spesso riportata, avrebbero visto con forte preoccupazione quell'unione, al punto che la stessa Grace Kelly avrebbe pronosticato una durata estremamente limitata del vincolo matrimoniale. Una previsione che, in effetti, si rivelò esatta, poiché il rapporto si dissolse dopo appena due anni, senza che mai fosse celebrato il rito religioso, lasciando spazio a successive e più stabili unioni per entrambi.
La vita dopo il divorzio e le ombre del crac finanziario
Dopo il divorzio, consumato nel 1980, Junot continuò la sua carriera nel mondo della finanza e degli affari, mantenendo un profilo elevato seppur lontano dai riflettori più accecanti che lo avevano accompagnato durante il matrimonio. La sua traiettoria professionale, tuttavia, non fu esente da ombre significative, legate in particolare al suo coinvolgimento, seppur in veste di vittima, nel colossale crack della piramide finanziaria orchestrata da Bernard Madoff. L'imprenditore francese, come molti altri investitori, subì infatti ingenti perdite nel crollo di quel sistema fraudolento, un evento che segnò profondamente il panorama finanziario globale e le esistenze di coloro che vi rimasero intrappolati.
Un ricordo privato oltre il clamore
Oltre la narrazione pubblica fatta di gossip, titoli sui rotocalchi e vicende giudiziarie, il ricordo che prevale oggi è quello strettamente familiare, custodito dai tre figli avuti dal secondo matrimonio. La dedica affettuosa di Victoria Junot, nel ripercorrere attraverso immagini d'archivio i momenti salienti della vita paterna, restituisce l'immagine di un uomo la cui esistenza fu certamente segnata da grandi luci e da alcune ombre, ma che per i suoi cari rimane semplicemente una figura paterna amata. La sua scomparsa chiude un capitolo di storia sociale che, partendo dai salotti parigini, attraversò il glamour del Rocher per approdare, infine, nella quiete di una residenza madrilena.




