Salemme porta in diretta su Rai 1 il suo teatro, tra debiti e promesse
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Stavolta, come ama spesso fare giocando con i paradossi della vita quotidiana, Vincenzo Salemme si inventa una "promessa da sonnambulo". Un'immagine, questa, che racchiude il nucleo della sua nuova commedia, "Ogni promessa è debito", scelta da Rai Cultura per inaugurare, in prima serata su Rai 1, un nuovo capitolo del progetto che riporta il grande teatro popolare sul piccolo schermo. La diretta, fissata per questa sera dall'Auditorium Rai di Napoli, non rappresenta una semplice trasposizione televisiva, bensì una scelta precisa e quasi provocatoria in un'epoca dominata dalle registrazioni, mirante a catturare l'energia e il rischio irripetibili del racconto dal vivo, con tutto il suo carico di imprevisti e di verità scenica.
Il filo con Eduardo e la scommessa della diretta
C'è, come sottolinea lo stesso artista, un evidente filo che collega questa operazione alla lungimiranza di Eduardo De Filippo, il quale per primo comprese quanto la televisione, allora nuovo "elettrodomestico" nelle case degli italiani, potesse diventare un potentissimo mezzo per amplificare la diffusione del testo teatrale. Salemme, che con il grande maestro esordì negli anni Settanta, ne raccoglie l'eredità facendo però un ulteriore passo avanti, quello della trasmissione in tempo reale. Una scelta, la sua, che non nasce da una semplice esigenza tecnica ma da una precisa filosofia: «Porto il teatro in tv esattamente come lo propongo nelle sale», spiega l'autore, aggiungendo come sia proprio questo elemento a rendere l'operazione significativa sia per gli interpreti, chiamati a una prova di grande concentrazione, sia per il pubblico a casa, al quale viene offerta la sensazione, rara, di partecipare a uno spettacolo indubbiamente più "vivo" di un prodotto confezionato e rimontato in post-produzione.
Un modello di teatro raro, tra popolare e d'autore
Quella di stasera, dunque, è una serata che celebra un doppio legame: da un lato quello storico e profondo tra il palcoscenico e i telespettatori, dall'altro quello, altrettanto solido, che unisce Salemme alla sua cifra stilistica inconfondibile. L'attore, drammaturgo e regista partenopeo, ormai da cinquant'anni, persegue con coerenza un percorso creativo completo, scrivendo, dirigendo e interpretando personalmente le proprie opere. Un approccio totale che gli ha permesso di mantenere viva una formula di teatro popolare e insieme d'autore, capace di mischiare il vernacolare con il universale delle situazioni, divenuta ormai rarissima nel panorama dello spettacolo contemporaneo, spesso diviso tra intrattenimento puro e sperimentazione elitaria.
La trama giocata su equivoci e paradossi
La commedia "Ogni promessa è debito", il cui cast vede Salemme protagonista assoluto, si sviluppa, come di consueto nella sua produzione, attorno a un groviglio di situazioni comiche generate da equivoci e paradossi. La premessa, appunto, ruota attorno a una promessa fatta in stato di sonnambulismo, elemento scatenante di una catena di malintesi e obblighi inattesi che i personaggi si troveranno a dover onorare. Il meccanismo narrativo, perfetto per la sua essenzialità, permette all'autore di esplorare, con il suo tipico humour sempre umano e mai crudele, le dinamiche sociali, i piccoli vizi, le ipocrisie e le generosità inaspettate che caratterizzano le relazioni, dimostrando ancora una volta come il teatro, quando è ben scritto e sincero, non abbia bisogno di grandi effetti per parlare direttamente alle persone, sia che si trovino in platea sia che siano comodamente sedute sul proprio divano.




