Leone XIV in Turchia, un ponte tra fedi e culture

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel corso della sua visita alla Casa di Accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei poveri a Istanbul, Papa Leone XIV ha definito gli anziani una "ricchezza per le famiglie e per l’intera società", ringraziando coloro che operano nella struttura per il dono concreto dell’accoglienza e della fraternità. Il Pontefice, che ha indicato nell’"essere con gli altri" il segreto più autentico della carità, prima ancora che agire per loro, ha rivolto un accorato appello a non smarrire il senso del rispetto verso la terza età, considerata da lui la "saggezza di un popolo", in un'epoca che sembra invece privilegiare in modo esclusivo il culto dell’efficienza e della produttività.

Il contesto geopolitico di una Turchia trasformata

Questo viaggio apostolico, che si inserisce in un solco tracciato dai suoi predecessori, assume però connotati del tutto nuovi se calato nel panorama politico attuale della nazione. Se in passato Ankara, saldamente guidata dai generali eredi dell’ideologia laica di Kemal Ataturk, rappresentava un alleato strategico e affidabile per la Nato nel Mediterraneo, oggi il Paese, dopo due decenni di governo incontrastato di Recep Tayyip Erdogan, presenta i tratti di una democrazia illiberale a forte vocazione islamica, la cui ideologia si rifà apertamente al movimento dei Fratelli musulmani.

L'auspicio di pace e il ruolo di ponte della Turchia

Proprio di fronte al presidente Erdogan e ad altre autorità, riunite nella capitale Ankara, Leone XIV ha espresso un preciso auspicio, affermando che "possa la Turchia essere un fattore di stabilità e di avvicinamento fra i popoli, a servizio di una pace giusta e duratura". Ha poi ricordato come le visite di quattro Papi nel corso dei decenni dimostrino non solo la volontà di mantenere relazioni cordiali con la Repubblica, ma anche il desiderio della Santa Sede di "cooperare a costruire un mondo migliore" avvalendosi del contributo di una nazione che, per sua stessa geografia e storia, funge da "ponte tra Est e Ovest, tra Asia ed Europa, e un crocevia di culture e religioni".

Le misure di sicurezza e l'ombra del passato

La complessità di questo rapporto, fatto di dialogo ma anche di memorie storiche profonde, è emersa con particolare evidenza nella città di Iznik, l’antica Nicea. Qui, in previsione dell’arrivo del Papa, le autorità turche hanno disposto una misura di sicurezza straordinaria, prelevando Mehmet Alì Agca, l’uomo che nel 1981 tentò di uccidere Papa Giovanni Paolo II, per condurlo in un luogo sicuro e sottoporlo a stretta sorveglianza per tutta la durata della visita. Un episodio che, se da un lato testimonia l’attenzione scrupolosa dedicata all’incolumità del Pontefice, dall’altro riporta alla luce le pagine più drammatiche delle relazioni recenti, mostrando come il passato, a volte, richieda ancora di essere gestito con estrema cautela.

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