Pioggia gialla e neve rossa in arrivo sull’italia, il ciclone iberico-algerino porta la sabbia del deserto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il cielo, su gran parte della penisola, sta virando verso tonalità inusuali, un giallo latteo che filtra la luce del sole e getta un velo surreale sui paesaggi. L’alta pressione che per settimane ha dominato la scena meteorologica italiana, regalando temperature miti e stabilità atmosferica, sta infatti cedendo il passo a un nuovo e complesso protagonista: un vortice depressionario il cui cuore pulsante si è formato tra la Spagna e le coste dell’Algeria. Questo sistema, noto come Ciclone Iberico-Algerino, sta richiamando verso nord masse d’aria cariche di pulviscolo direttamente dal cuore del deserto del Sahara, innescando un fenomeno tanto affascinante quanto, per certi versi, fastidioso per la vita quotidiana. La sabbia in sospensione, sollevata dai venti impetuosi che caratterizzano la tempesta Regina, sta compiendo un viaggio di migliaia di chilometri e le sue prime avvisaglie sono già visibili nei cieli del Centro-Sud, dove l’azzurro ha lasciato il posto a una luminescenza giallognola e opaca.
Un vortice spagnolo e le sue conseguenze sulle regioni italiane
La struttura di questo ciclone, che affonda le sue radici nel Nord Africa, agisce come una gigantesca pompa aspirante. Le sue correnti, risalendo la penisola iberica, si riversano sul bacino del Mediterraneo occidentale e nei prossimi giorni investiranno in pieno l’Italia. Se la Spagna e la Francia stanno già facendo i conti con cieli arancioni e le prime precipitazioni “sporche”, da noi l’apice del fenomeno è atteso tra la giornata di oggi e la giornata di domenica 8 marzo, sebbene l’alterazione cromatica del cielo sia già percepibile in molte aree. Le regioni che saranno maggiormente interessate dal passaggio di questa nube di polveri, e dalle conseguenti piogge che laveranno l’atmosfera depositando il materiale al suolo, sono principalmente la Sardegna e la Sicilia. Da lì, il maltempo, associato a questa sabbia, tenderà a estendersi verso le regioni del Sud peninsulare e, in maniera più localizzata e intermittente, anche su alcune aree del Centro, come le coste tirreniche e le zone appenniniche.
Auto e balconi nel mirino della polvere: il meccanismo della pioggia “sporca”
Il meccanismo che porterà alla formazione della cosiddetta “pioggia sporca” è ormai chiaro ai meteorologi. Le particelle di sabbia, sollevate a quote elevate nell’atmosfera, viaggiano sospese per centinaia di chilometri. Quando incontrano le nubi cariche di umidità associate alla perturbazione in arrivo, queste polveri agiscono da nuclei di condensazione, integrandosi nelle gocce di pioggia. Durante le precipitazioni, che non si preannunciano particolarmente abbondanti ma diffuse, l’acqua trascinerà con sé verso il basso tutto il pulviscolo accumulato. Il risultato sarà un deposito di fango rossastro o giallastro su qualsiasi superficie esposta: tetti, strade, balconi e, naturalmente, le carrozzerie delle automobili, che si risveglieranno coperte da uno strato di polvere fine e sottile. Il fenomeno, benché privo di conseguenze strutturali, lascerà un segno visivo tangibile del viaggio transcontinentale compiuto da queste particelle.
Neve rossa sui rilievi: lo spettacolo delle Alpi e degli Appennini
Laddove la quota e le temperature lo permetteranno, la combinazione tra l’umidità e le polveri sahariane darà vita a un altro evento spettacolare, noto come “neve rossa”. Se sugli Appennini le temperature miti di questo periodo limiteranno le nevicate a quote molto elevate, è probabile che sulle cime più alte, come quelle del Gran Sasso o della Maiella, i fiocchi possano cadere mescolandosi alla sabbia. La neve, assumendo una colorazione che varia dal rosa tenue al rosso mattone, dipingerà le cime di tinte insolite. Questo stesso principio, su scala ben più ampia, sta riguardando i grandi massicci montuosi europei: i Pirenei e persino le catene montuose della Scandinavia, come quelle norvegesi, potrebbero infatti tingersi di rosso a causa della medesima ondata di pulviscolo sahariano che, sospinta dai venti della tempesta Regina, sta risalendo l’intero continente.
Temperature miti e instabilità limitata: la coda dell’anticiclone
Nonostante questo scenario da “pianeta deserto”, il quadro termico rimane sorprendentemente stabile e ben al di sopra delle medie stagionali. L’anticiclone, seppur indebolito e scalfito sui suoi bordi meridionali e occidentali, continua a proteggere gran parte dell’Italia, garantendo temperature che, specialmente al Sud e sulle isole, toccheranno punte di 20 gradi, specialmente in Sicilia dove lo Scirocco soffia con una certa intensità. Il clima, insomma, resterà mite e a tratti primaverile, con l’instabilità che si concentrerà principalmente sulle aree tirreniche e quelle meridionali, lasciando il Nord Italia in una situazione di maggiore stabilità, seppur con i consueti banchi di nebbia nelle pianure durante le ore notturne e mattutine. La grande novità di questi giorni, più della pioggia stessa, è proprio questo inatteso e imponente trasporto di sabbia, che renderà i prossimi giorni un interessante caso di studio per gli appassionati di meteorologia.




