Pioggia e sabbia dal Sahara, il ciclone iberico-algerino offusca i cieli dell'Italia
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Redazione Interno
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Il mese di marzo si apre con un mutamento radicale delle condizioni atmosferiche sul bacino del Mediterraneo, dove un vasto campo di alta pressione, che aveva garantito giornate stabili e miti, sta cedendo il passo a una perturbazione dalle caratteristiche insolite. L'elemento scatenante, come spiegano i meteorologi de iLMeteo.it, è un vortice depressionario battezzato Ciclone Iberico-Algerino, la cui particolare dinamica, attingendo aria direttamente dal cuore del deserto del Sahara, sta sollevando e trasportando ingenti quantità di polvere e sabbia attraverso il continente. Questo pulviscolo, sospeso negli strati alti dell'atmosfera, non solo sta tingendo i cieli di una colorazione che vira dal giallognolo al marrone, ma sta compiendo un viaggio straordinario, risalendo l'Europa fino a lambire la Scandinavia e portando, laddove le precipitazioni si uniscono al fenomeno, persino il suggestivo effetto della "neve rossa" sui rilievi.
Le conseguenze di questa intrusione di polvere sahariana, la prima di rilevanti dimensioni per l'anno in corso, sono già tangibili sulla qualità dell'aria in diverse regioni italiane. Le concentrazioni di particolato, in particolare le polveri sottili PM10, risultano in netto aumento, superando in molte aree i limiti raccomandati dagli standard dell'Unione Europea e compromettendo la vivibilità soprattutto nei grandi centri urbani e nella pianura Padana. Il fenomeno, intensificatosi tra il 4 e il 5 marzo, sta interessando con maggiore evidenza le Isole Maggiori e la fascia tirrenica, ma la nube di polvere, sospinta dalle correnti meridionali, tende a propagarsi verso il Nord Italia, dove si somma agli inquinanti di origine antropica già stagnanti a causa della stabilità atmosferica. L'Arpa Piemonte, infatti, ha già diramato segnalazioni circa il previsto superamento dei valori limite di PM10 su tutto il territorio regionale, un effetto combinato del ristagno e dell'apporto extra di polveri dal deserto.
Un fine settimana di cieli offuscati e clima mite
Le proiezioni per il weekend delineano un quadro meteorologico in progressiva evoluzione, con il graduale peggioramento che partirà dalla Sardegna per estendersi, nella giornata di domenica 8 marzo, verso la Sicilia e le regioni del Sud peninsulare. Le precipitazioni, localizzate e non particolarmente intense, avranno tuttavia la particolarità di essere accompagnate da questo pulviscolo desertico, dando luogo al classico fenomeno delle piogge di fango, che depositano un sottile strato ocra su auto, balconi e superfici esposte. Per le regioni del Centro Italia l'instabilità si manifesterà in modo più sporadico, con possibili piovaschi, mentre il Nord, pur con cieli spesso velati dalla foschia e dalla sabbia in sospensione, rimarrà in gran parte all'asciutto e beneficerà di un clima insolitamente gradevole per il periodo.
Le indicazioni degli esperti e l'impatto sulla salute
La massa d'aria di origine subtropicale che alimenta questo ciclone è anche la responsabile delle temperature decisamente sopra la media che stanno caratterizzando l'inizio di marzo. I termometri, infatti, segnano valori che si attestano costantemente tre o quattro gradi al di sopra delle medie stagionali, regalando un assaggio di primavera ma contribuendo al contempo a creare un mix atmosferico pesante. In questo contesto, gli esperti consigliano particolare cautela per le fasce di popolazione più sensibili, come anziani, bambini e soggetti affetti da patologie respiratorie: le polveri sahariane, una volta inalate, possono aggravare condizioni di asma e allergie, e la raccomandazione è quella di limitare le attività all'aperto e di tenere chiuse le finestre nelle ore di maggiore concentrazione del pulviscolo, che si prevede in graduale dispersione solo dopo il fine settimana.




