Musetti batte Vukic a Washington e vola ai quarti: "Ho ritrovato le sensazioni"
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Redazione Sport
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Un passo alla volta. Non è ancora il miglior Lorenzo Musetti, quello che si è visto in campo contro Aleksandar Vukic nell'ATP 500 di Washington, ma la vittoria in tre set – con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-3 – vale molto più di un semplice passaggio del turno. Perché il numero uno azzurro, al rientro dopo 76 giorni di assenza dal circuito, ha dimostrato di avere le qualità per uscire indenne dalle situazioni più complicate, anche quando la concentrazione è venuta a mancare per qualche passaggio a vuoto.
L'approdo ai quarti di finale, il primo dopo tre mesi, rappresenta un segnale importante per il tennista toscano, che sulla superficie veloce americana cerca quella continuità che gli è mancata nella prima parte della stagione.
Una battaglia oltre le due ore e i segnali positivi
La sfida contro il mancino australiano, classe 1996 e numero 87 del mondo, si è trasformata in una vera e propria battaglia durata oltre due ore, con il punteggio che racconta di un match combattuto e mai scontato. Dopo aver vinto il primo set con un break decisivo, Musetti ha subito il ritorno di Vukic nel secondo parziale, cedendo la frazione per 7-5 in un momento in cui il suo gioco ha subito un lieve blackout.
Un calo che, paradossalmente, è servito all'azzurro per ritrovare quella determinazione che gli ha permesso di chiudere il terzo set con un secco 6-3, mettendo in mostra alcune delle sue migliori qualità: il rovescio a una mano, il tocco sotto rete e la capacità di leggere i tempi dello scambio. "Ho ritrovato le sensazioni" ha commentato Musetti, sottolineando come queste vittorie, seppur sofferte, siano fondamentali per ricostruire il proprio tennis dopo un periodo di inattività.
Il rientro dopo due mesi e il ranking che si muove
Quella di Washington segna il rientro in campo di Musetti dopo oltre due mesi, un'assenza che aveva sollevato più di un interrogativo sulle sue condizioni fisiche e sulla sua forma mentale. La vittoria al primo turno contro il connazionale Matteo Arnaldi – una partita chiusa in poco più di un'ora e mezza – aveva già fatto ben sperare, ma il vero banco di prova era rappresentato da un avversario ostico come Vukic, capace di mettere in difficoltà i giocatori più forti con il suo servizio e i suoi colpi piatti.
Il fatto che Musetti abbia retto l'urto fisico e mentale, rimanendo lucido nei momenti decisivi, è un dato che va oltre il risultato stesso. Lunedì prossimo, a causa del calendario sfalsato di una settimana rispetto a quello dello scorso anno, l'azzurro non dovrà difendere i 50 punti dei sedicesimi dell'ATP Masters 1000 di Toronto 2025, incassando invece 100 punti per il traguardo raggiunto nella capitale statunitense.
Un tesoretto che lo porta da quota 2315 punti a 2365, facendolo salire dal 15° posto del ranking ufficiale al 13° di quello virtuale, a conferma di una scalata che prosegue nonostante le difficoltà incontrate.
Jodar o Nishikori, l'avversario dei quarti
Ai quarti di finale, Musetti troverà il vincitore della sfida tra il giovane francese Jodar e il giapponese Kei Nishikori, due giocatori dagli stili completamente diversi. Da un lato, il classe 2005 Jodar rappresenta una delle rivelazioni del torneo, dotato di un tennis aggressivo e di una freschezza atletica che potrebbe mettere in difficoltà l'azzurro; dall'altro, un veterano come Nishikori, ex top 5 e reduce da una carriera segnata dagli infortuni, che ha dimostrato di essere ancora competitivo su questo tipo di superficie.
Indipendentemente dall'avversario, la partita dei quarti rappresenta per Musetti un'opportunità per testare il suo stato di forma contro un tennista di alto livello, in un torneo che potrebbe regalargli punti preziosi in vista del cemento americano.
La prestazione di Washington, con qualche calo di tensione e alcuni momenti di tennis sublime, ha restituito un Musetti più umano ma anche più consapevole dei propri mezzi. Il blackout del secondo set, costato quasi 40 minuti di permanenza in più sul campo, non ha scalfito il suo atteggiamento mentale: un dettaglio che fa ben sperare per il proseguo della stagione. L'obiettivo ora è la semifinale, ma il vero traguardo è quello di ritrovare la continuità di risultati che gli consentirebbe di tornare a giocarsi le partite con i migliori del mondo.
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