Sánchez all'Onu: il multilateralismo è il miglior strumento dell'umanità, c'è chi vuole distruggerlo

Sánchez all'Onu: il multilateralismo è il miglior strumento dell'umanità, c'è chi vuole distruggerlo
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il premier spagnolo Pedro Sánchez è salito sul podio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York con un obiettivo dichiarato senza giri di parole: difendere ciò che molti stanno cercando di demolire.

Nel suo intervento, il capo dell'esecutivo di Madrid ha rivendicato i principi e le ambizioni che ispirarono la creazione dell'organizzazione ottantun anni fa, sostenendo che il multilateralismo rappresenta lo strumento più efficace a disposizione dell'umanità per governare la propria diversità e interdipendenza in un mondo sempre più globalizzato e multipolare.

Egoismo, ignoranza e crudeltà: i tre pilastri della demolizione

Sánchez ha individuato tre forze che, a suo giudizio, stanno erodendo l'ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale. La prima è l'egoismo, ovvero l'assurda convinzione che il mondo sia un gioco a somma zero nel quale il guadagno di qualcuno implica necessariamente la perdita di qualcun altro. La seconda è l'ignoranza, che disprezza l'evidenza scientifica e presume che esistano paesi tanto potenti da poter sfruttare gli altri senza bisogno di alcuno per prosperare.

La terza, che il premier spagnolo ha definito la peggiore di tutte, è la crudeltà: una crudeltà che non si commuove nemmeno di fronte alle costole di un bambino affamato o a un ospedale ridotto in macerie.

Il leader socialista ha spiegato che negli ultimi otto anni ha visto queste forze reazionarie crescere, togliere la maschera e impadronirsi del potere in molti luoghi. Da lì, ha aggiunto, le ha viste scatenare guerre illegali e massacrare civili innocenti, trattare milioni di esseri umani come bestiame, sottrarre aiuti a chi soffre maggiormente per povertà e malattia, inquinare l'atmosfera e gli oceani come se ne fossero proprietari e cospirare per distruggere le Nazioni Unite e tutto ciò che esse rappresentano.

La richiesta di riforma del Consiglio di sicurezza e l'appello per una donna latinoamericana alla guida dell'Onu

Davanti ai rappresentanti dei paesi membri, Sánchez ha avanzato una serie di proposte concrete per rinnovare l'architettura multilaterale. Ha chiesto innanzitutto una riforma del Consiglio di sicurezza che garantisca una rappresentanza equa a tutte le regioni del mondo e ponga fine al diritto di veto dei membri permanenti, osservando che nessun paese dovrebbe essere al tempo stesso giudice e parte in causa, per quanto potente possa essere.

Ha poi sollecitato il rafforzamento degli altri organi principali, la riorganizzazione di agenzie, fondi e programmi con maggiori risorse e capacità esecutiva, e il consolidamento della Corte penale internazionale affinché possa indagare, perseguire e sanzionare chi viola le norme.

Ha inoltre invocato la ricostruzione dell'architettura di non proliferazione e disarmo nucleare per scongiurare il rischio di un nuovo conflitto mondiale, e l'imposizione di una regolamentazione rigorosa ai tecnooligarchi per controllare il funzionamento dei social media e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Uno dei passaggi più applauditi del discorso ha riguardato la successione al vertice delle Nazioni Unite. Sánchez ha ricordato che in ottant'anni di storia nove uomini si sono avvicendati alla guida dell'organizzazione e che è giunto il momento che sia una donna, precisamente una donna latinoamericana, a ricoprire quel ruolo. Ha definito questa una deuda histórica da saldare, tanto più in un momento in cui il femminismo è sotto attacco e migliaia di donne sono vittime di machismo, violenza e xenofobia.

La posizione della Spagna e il caso Ceuta

Il premier spagnolo ha ripercorso le scelte di politica estera compiute dal suo governo negli ultimi anni, presentandole come espressione coerente dei principi che ha difeso davanti all'Assemblea. Ha citato l'opposizione a tutte le guerre di aggressione, le sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina, l'embargo sulle armi a Israele per il genocidio a Gaza e il rifiuto di elevare la spesa militare al cinque per cento del prodotto interno lordo.

Ha inoltre rivendicato il raddoppio degli investimenti spagnoli in cooperazione e l'aumento del sessanta per cento del contributo di Madrid al sistema multilaterale.

Sul tema migratorio, Sánchez ha affrontato la crisi di Ceuta, definendola una delle situazioni più difficili degli ultimi anni per la città autonoma spagnola. Ha respinto la tentazione di scegliere la scorciatoia, cedendo alla paura, trasformando il migrante in un nemico e violando la legalità. La Spagna, ha assicurato, non seguirà quella strada, e nemmeno Ceuta lo farà, perché sceglie il cammino più giusto e non quello più facile.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.