Ranking Uefa, l’Italia scivola al quinto posto e dice addio alla quinta squadra in Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il verdetto, per quanto atteso, porta con sé il peso inequivocabile dei numeri: con l’eliminazione dell’Atalanta per mano del Bayern Monaco, l’Italia perde definitivamente il treno per il quinto slot in Champions League. La sconfitta di ieri sera all’Allianz Arena, un netto 4-1 che segue il 6-1 dell’andata, ha sancito l’uscita di scena dell’ultima rappresentante di Serie A dalla massima competizione europea, e con essa sono svanite le residue speranze di mantenere una posizione di vertice nel ranking Uefa stagionale. Il sorpasso del Portogallo, certificato dai successi di Sporting Lisbona e Braga, ridisegna la gerarchia continentale: ora la Primeira Liga gode di un coefficiente pari a 18,3, mentre la nostra Serie A si ferma a 17,9. Una differenza che, seppur minima nell’arco di una singola stagione, assume i contorni di una voragine se proiettata nella prossima edizione della massima rassegna europea.

L’impresa delle portoghesi e il passo falso dell’Atalanta

Se il cammino dei bergamaschi si è interrotto sotto i colpi di un superlativo Harry Kane, autore di una doppietta, e di una squadra bavarese che l’allenatore Raffaele Palladino ha definito senza mezzi termini “probabilmente la migliore in Europa in questo momento”, dall’altra parte i club lusitani hanno compiuto il loro dovere con una determinazione persino superiore alle attese. Lo Sporting ha scritto una pagina di storia, eliminando il Bodo Glimt con una rimonta che profuma d’impresa, mentre il Braga ha ribaltato il 2-0 subito in Ungheria dal Ferencvaros con un perentorio 4-0 casalingo, trascinato da una doppietta di Ricardo Horta. Due risultati che, sommati, hanno permesso al Portogallo di accumulare quei punti necessari per lo scatto decisoso, relegando l’Italia in una posizione di rincorsa che appare ormai disperata. La matematica, si sa, lascia sempre un margine, per quanto infinitesimale; ma la sostanza racconta di un calcio italiano che fatica a tenere il passo delle avversarie, non solo in termini di risultati ma anche, e forse soprattutto, di intensità e competitività.

L’analisi di Palladino: un divario che parte dai vivai

L’amarezza per l’eliminazione, nell’immediato post-partita, lascia spazio a una riflessione più ampia e strutturale che proviene proprio dalla panchina dell’Atalanta. Palladino, nell’analizzare la differenza abissale emersa nei 180 minuti contro il Bayern, non si è limitato a constatare la superiorità tecnica degli avversari, ma ha voluto andare oltre, individuando una radice più profonda del problema. “La differenza più grande è la velocità con cui si muove la palla”, ha spiegato il tecnico, “da vicino si vede come loro passino sempre sul piede giusto, come controllino e scattino. Sembra quasi un altro sport”. Una constatazione che diventa un monito per l’intero movimento: secondo Palladino, è necessario un cambio di paradigma che parta proprio dai vivai, puntando maggiormente sulla crescita dell’individuo e sullo sviluppo di quelle capacità tecniche di base che, al cospetto di certe corazzate, fanno la differenza.

Un ranking che non mente: i numeri del declino stagionale

Osservando la graduatoria generale, il quadro che emerge è impietoso. L’Inghilterra guida saldamente con un coefficiente di 23,8, seguita dalla Spagna a 19,5 e dalla Germania a 18,6; poi, appunto, il Portogallo a 18,3 e l’Italia ferma a 17,9. Un divario che non lascia spazio a interpretazioni e che significa, tradotto in termini pratici, l’addio quasi certo alla possibilità di iscrivere cinque squadre alla prossima Champions League. Un danno sportivo e, inevitabilmente, economico per un intero sistema. La sensazione, a questo punto, è che il percorso di avvicinamento al finale di stagione per le italiane ancora in corsa in Europa League e Conference League – ovvero Roma, Bologna e Fiorentina – possa solo limitare i danni, ma difficilmente ribaltare una situazione che vede il nostro paese rincorrere da una posizione di svantaggio ormai strutturale.

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