Stipendi e tredicesima, il divario tra Nord e Sud Italia
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Redazione Economia
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Le buste paga degli italiani viaggiano a due velocità diverse, con differenze retributive evidenti tra i lavoratori dipendenti privati del Nord e quelli del Sud. Secondo un'analisi del Centro studi della Cgia di Mestre, i primi percepiscono una busta paga di circa 2.000 euro lordi al mese, mentre i secondi sfiorano i 1.350 euro. In sostanza, nel settentrione si guadagna mediamente quasi il 50% in più, pari a 8.450 euro lordi all'anno.
La Lombardia si conferma la regione con gli stipendi medi più alti, pari a 2.254 euro lordi al mese, mentre la Calabria chiude la classifica con 1.181 euro. Anche le tredicesime riflettono questo divario: a Milano si registrano le cifre più alte, mentre a Vibo Valentia le più basse. Nonostante la breve distanza che separa Vicenza da Rovigo, i portafogli dei lavoratori delle due province raccontano storie molto diverse. Gli occupati berici incassano mediamente 1.973 euro lordi al mese, ben 340 euro in più rispetto ai loro colleghi polesani, che si fermano a 1.633 euro. Questo significa che, su base annua, i lavoratori vicentini portano a casa oltre 4.420 euro in più, un divario pari al 21%.
Il divario economico tra Nord e Sud Italia si riflette anche nelle retribuzioni dei lavoratori dipendenti privati. Secondo l'analisi della Cgia di Mestre, basata su dati Inps relativi al 2023, la Lombardia si conferma la regione con gli stipendi medi più alti, mentre la Calabria chiude la classifica. Le cifre più alte si registrano a Milano, le più basse a Vibo Valentia. Questo divario non riguarda dipendenti pubblici e pensionati, docenti e statali che hanno retribuzioni uguali a prescindere da dove operano.
Le differenze retributive tra Nord e Sud Italia sono evidenti e si riflettono anche nelle tredicesime. La Lombardia si conferma la regione con gli stipendi medi più alti, mentre la Calabria chiude la classifica. Le cifre più alte si registrano a Milano, le più basse a Vibo Valentia.




