Matilda De Angelis critica i Nastri d’Argento: "Premio condiviso irrispettoso", la presidente replica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Matilda De Angelis, fresca vincitrice del Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone, ha rotto il silenzio con parole nette: "Dare un premio in due non ha senso". L’attrice bolognese, pur precisando di non nutrire alcuna ostilità personale verso Elodie – con cui ha condiviso il riconoscimento – ha definito la scelta "strana" e "irrispettosa", sostenendo che "quando si toglie la singolarità, si cancella anche la personalità e la specificità di un lavoro". Le sue dichiarazioni, rilasciate a Il Fatto Quotidiano, hanno scatenato un dibattito sul valore artistico dei premi cinematografici.
Nonostante le critiche, poche ore dopo i due volti del film di Martone sono apparsi insieme in una foto su Instagram, sorridenti e complici, con una didascalia che sembrava voler stemperare le polemiche: "Questo è". Un gesto di apparente distensione, che però non cancella le perplessità sollevate dall’attrice. Da parte sua, Elodie non ha ancora commentato pubblicamente la questione.
A rispondere alle parole di De Angelis è stata la presidente dei Nastri d’Argento, Laura Delli Colli, che ha difeso la decisione della giuria: "I premi non sono un’aritmetica, ma il riconoscimento di un percorso artistico. Se due interpretazioni sono allo stesso livello, perché non celebrarle entrambe?". Una posizione che richiama, volutamente o meno, il gesto di Gianmarco Tamberi alle Olimpiadi di Tokyo 2020, quando l’atleta italiano scelse di dividere la medaglia d’oro con il qatariano Mutaz Essa Barshim, trasformando l’ex aequo in un simbolo di sportività.
La polemica arriva in un’edizione che ha visto le donne dominare la scena, sia davanti che dietro la macchina da presa. Ma se per alcuni la condivisione del premio è segno di maturità, per altri – come De Angelis – rischia di sminuire il lavoro individuale. Senza contare che il cinema, a differenza dello sport, non ha regole oggettive: un film non si misura in secondi o metri, ma in emozioni e visioni.




