Pupo maturando a 70 anni: "Ho scelto Saragat, la pace è un'utopia"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha deciso di tornare sui banchi di scuola per sostenere l'esame di maturità. L'abbiamo visto arrivare in doppiopetto blu e camicia bianca, alla guida del suo fuoristrada, come un qualunque candidato del Liceo delle Scienze Umane Minerva di Roma. Per lui, che il liceo scientifico l'aveva abbandonato a sedici anni per seguire la carriera musicale, quella di giovedì 18 giugno è stata la prima prova di uno degli esami più importanti della vita.

E a giudicare dal sorriso e dalla battuta finale – intonare "Sarà perché ti amo" con studenti e professori – la tensione iniziale si è trasformata in un risultato che lo ha soddisfatto pienamente. Intercettato dai cronisti all'uscita, non ha nascosto l'emozione: "Non sono mai stato così nervoso, nemmeno prima di un concerto, ma penso sia andata bene".

La scelta della traccia: il discorso di Saragat

La traccia scelta da Pupo è caduta sulla tipologia B1, quella del testo argomentativo, incentrata sul discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all'Assemblea Costituente del 1946. Una scelta che non è stata casuale, anche se l'artista ha ammesso di aver valutato altre opzioni prima di orientarsi su questa. "Volevo fare quello sui confini – ha spiegato – ma ultimamente sono stato un po' bersagliato per i miei concerti a Mosca e ho evitato". Nel suo elaborato, quindi, ha sviluppato una riflessione sulla democrazia e sulla pace, temi centrali nel discorso del politico torinese.

E se da un lato ha definito "meraviglioso" lo svolgimento della prova, dall'altro non ha mancato di aggiungere una postilla critica: "Oggi c'è una democrazia che non era quella che intendeva Saragat, sbagliata". Inoltre, dopo la prova, ha aggiunto una riflessione che sa quasi di sentenza: "La vera pace è un'utopia, cerchiamo il compromesso". Un'affermazione che, in un'epoca segnata da conflitti internazionali, acquista un peso specifico, e che forse è stata il fil rouge del suo ragionamento.

L'emozione tra i banchi e la promessa ai genitori

Ad ascoltare le sue parole, quella di giovedì non è stata una passerella. "Nel fare il tema che ho scelto è stato davvero meraviglioso", ha detto, quasi stupito dalla bellezza dell'esperienza. Seduto all'ultimo banco dell'aula, circondato da compagni che avrebbero potuto essere suoi nipoti, ha vissuto una giornata intensa.

C'è stato un imprevisto tecnico, che ha aggiunto un tocco di umanità alla sua performance da studente modello: si era presentato con una costosa stilografica Montblanc, che però ha smesso di funzionare durante il compito, costringendolo a chiedere in prestito una penna a uno dei ragazzi vicini. Al di là dell'aneddoto, tuttavia, ciò che ha dato senso a questa scelta di vita è il valore simbolico del gesto. "Lo dovevo come regalo ai miei genitori", ha dichiarato, riferendosi alla promessa fatta in passato ai suoi genitori, che tenevano molto alla sua formazione accademica.

Ma c'è di più, perché Pupo non si fermerà qui: ha già annunciato l'intenzione di iscriversi all'università, a Scienze della comunicazione, e magari diventare un giorno il "Dottor Pupo".

Critiche al sistema e sguardo al futuro

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il cantautore ha tracciato un parallelo tra il pensiero di Saragat e la realtà contemporanea, mostrando un atteggiamento riflessivo che va oltre il mero esercizio scolastico. Ha parlato di una "democrazia sbagliata" e ha sottolineato come la sua idea di libertà si discosti da quella attuale, accennando a una critica che, forse, ha trovato spazio nel suo tema. Alla domanda se si stesse preparando a scendere in politica, ha risposto con ironia, dicendo che prima deve laurearsi, definendo il generale Vannacci una "brava persona". L'obiettivo immediato è superare anche le prossime prove scritte e l'orale, per ottenere il diploma e chiudere un cerchio aperto mezzo secolo fa.

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